Una bomba. Per dirla alla Maurizio Mosca: Josè Mourinho sarà il prossimo allenatore della Roma. Lo ha annunciato il club giallorosso con un tweet. La notizia ha fatto in pochi secondi il giro del web. Rimbalzando oltreoceano, dove Friedkin ha dato l’ok all’operazione – tenuta top secret dalla società – che porterà in giallorosso lo Special one.

IL CONTRATTO – La società ha annunciato di aver raggiunto un accordo con l’allenatore portoghese che lo legherà alla squadra fino al 2024. L’annuncio dell’ingaggio di Mourinho arriva a poche ore da quello con cui era stato ufficializzato che l’attuale allenatore Paulo Fonseca avrebbe lasciato l’incarico a fine stagione. Mourinho ha 58 anni e nelle ultime due stagioni aveva allenato il Tottenham in Inghilterra, ottenendo però risultati deludenti: era stato esonerato poche settimane fa. In carriera ha allenato Porto, Chelsea, Real Madrid, Manchester United e Inter, che aveva guidato al triplete – Scudetto, Champions League e Coppa Italia – nel 2010.

BATTUTA LA CONCORRENZA – Josè Mourinho ha sbaragliato i suoi concorrenti: sembrava quasi fatta per Maurizio Sarri o, in alternativa, per Massimiliano Allegri ma il carisma dello Special One ha subito stregato Friedkin. E dire che Mou era già stato vicinissimo alla Roma, nel 2011, con l’allora presidente Pallotta. Non ottenne abbastanza garanzie e dopo un fugace incontro all’hotel De Roussie si decise di non farne niente. L’ingaggio di Mourinho, dopo l’ennesima stagione fallimentare della Roma, ha subito ridato voce alla passione giallorossa. Già, perché l’allenatore tra i più vincenti al mondo non avrebbe mai accettato un contratto con la Roma senza avere garanzie tecniche e progettuali.

ZERU TITULI E LE SUE BATTUTE CELEBRI – Proprio con la Roma guidata da Spalletti, Mourinho in una conferenza stampa storica, tirò fuori la battuta dei zeru tituli.

Per i detrattori, Mourinho è più bravo come comunicatore che come allenatore: in 15 anni di carriera ad alto livello ha dato vita a una serie innumerevole di show in conferenza stampa. Ecco le sue 10 frasi più celebri che lo hanno reso famoso almeno quanto i titoli conquistati sul campo.
1) “Vi prego di non chiamarmi arrogante, ma sono campione d’Europa e credo di essere speciale. Se avessi voluto un lavoro facile sarei rimasto al Porto: una bella sedia blu, una Champions League, Dio, e dopo Dio, io”.
2)Domanda: “Pensa che Lampard potrebbe trovarsi bene nel calcio italiano?”
Mourinho: “Perché mi chiedi di un giocatore del Chelsea?”
Domanda:
 “È un modo furbo di riproporre il tema che lei ha appena evitato”.
Mourinho: “Sì, sììì… Ma io non sono pirla”.
3) “Io conosco il monaco del Tibet, il Principato di Monaco, il Bayern Monaco, il Gran Prix di Monaco. Non ne conosco altri. Se questo Lo Monaco vuole essere conosciuto per parlare di me, mi deve pagare tanto. Io ho già degli sponsor che mi pagano per fare pubblicità”.
4) “A me non piace la prostituzione intellettuale, a me piace l’onestà intellettuale. Mi sembra che negli ultimi giorni ci sia una grandissima manipolazione intellettuale, un grande lavoro organizzato per cambiare l’opinione pubblica per un mondo che non è il mio. Negli ultimi due giorni non si è parlato della Roma che ha grandissimi giocatori, ma che finirà la stagione con zero titoli. Non si è parlato del Milan che ha 11 punti meno di noi e chiuderà la stagione con zero titoli. Non si è parlato della Juve che ha conquistato tanti punti con errori arbitrali”.
5) “Ho espresso un’ opinione da uomo libero in un Paese libero, e subito ho sentito il rumore dei nemici. Questo mi piace: ho parlato e ora sono tutti qui…”.
6)  (Polemiche dopo un rigore concesso alla Juve):  “Area con venticinque metri ce n’è solo una in Italia”.
7) “Se io dico a lei e alla Uefa quello che penso e quello che sento, la mia carriera finisce oggi. E siccome non posso dire quello che sento, ho solo una domanda. E spero, un giorno, di avere una risposta. La domanda è: perché? Perché? Perché Ovrebo? Perché Busacca? Perché De Bleeckere? Perché Frisk? Perché Stark? Perché? Perché ad ogni semifinale accade sempre lo stesso? Perché Ovrebo da tre anni? Perché il Chelsea non è potuto andare in finale? Non so se è la pubblicità dell’Unicef, non so se è il potere del signore Villar all’interno della Uefa”.
8) “Sarei un mediocre? Rispetto le opinioni di tutti, anche quelle di Zeman. Scusi, ma dove gioca questo Zeman? Lo cercherò su Google”.
9) “Noi siamo ancora i campioni d’Inghilterra e io sono ancora lo Special e l’Happy One. Se torniamo indietro di tre mesi, eravamo la miglior squadra d’Inghilterra, il miglior allenatore e i migliori giocatori. La crisi del terzo anno? Cliccate su Google invece di fare domande stupide e andate a vedere cosa ho fatto al terzo anno”.
10) “Se la società vuole cacciarmi, deve farlo, perché io non scappo. Vincere il titolo adesso è molto difficile perché la distanza è tanta, ma sono convinto che finiremo fra le prime 4. È un momento cruciale nella storia del club perché se mi esonerano, cacciano il miglior allenatore che questa società abbia mai avuto”.

QUI TESTACCIO – Ancora non ci crediamo – dice Emanuel Mariani, presidente dello storico Roma Club di Testaccio – dopo l’uscita quasi certa dalla Coppa e i sei gol rimediati a Manchester doveva esserci un cambio di passo. Lo Special One può riaccendere la passione che noi romanisti abbiamo congelato da troppo tempo. Anzi, è già scoppiato l’amore per questo allenatore. Come tifosi, avere un mister così è un onore. A Roma si è sempre vinto con allenatori forti. Capello e Liedholm lo insegnano. Ora con Mourinho possiamo tornare a sognare“.

Franco Pasqualetti