È una crisi al buio, al momento, quella aperta dalle dimissioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dopo la stretta maggioranza relativa acquisita la settimana scorsa al Senato. E si parla di diversi scenari. Uno di questi è la cosiddetta maggioranza Ursula. Di che cosa si tratta? Il Premier ha presieduto l’ultimo Consiglio dei Ministri alle 9:00 e intorno alle 12:00 ha rassegnato le dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Conte punta a un nuovo incarico, un Conte ter, con una maggioranza più ampia. Le consultazioni dovrebbero cominciare tra mercoledì e giovedì. E quindi le ipotesi sono sul tavolo. Si parla di governi di unità nazionale, di nuove maggioranze, di Conte ter naturalmente, non è escluso il voto, e quindi di una maggioranza Ursula.

È un’espressione che si riferisce alle forze politiche che in Europa hanno votato per l’elezione di Ursula Von der Leyen nel luglio 2019. I partiti sarebbero Partito Democratico, Liberi e Uguali e il Movimento 5 Stelle, che già sostengono il governo Conte, con l’aggiunta di Forza Italia. Von der Leyen venne eletta, a scrutinio segreto, a succedere a Jean-Claude Juncker con 383 voti a favore su 733 votanti. La maggioranza richiesta era di 374 voti. I 5 Stelle rivendicarono l’importanza dei loro 14 sì. Fu uno degli strappi decisivi con la Lega, che con il suo gruppo Identità e Democrazia votò contro. Con la richiesta di pieni poteri dell’allora vice primo ministro e ministro dell’Interno Matteo Salvini e con la cosiddetta crisi del Papeete, cadde il governo Conte 1.

CHI E’ URSULA VON DER LEYEN – Convinta europeista e atlantista e sostenitrice dell’uguaglianza di genere, Ursula Gertrud von der Leyen accolse l’elezione dicendosi “molto onorata sono sopraffatta. La fiducia che riponete in me la riponete nell’Europa, un’Europa forte e unita da est a ovest, da nord a sud, pronta a combattere per il futuro invece che contro sé stessa. Il compito che dovrò affrontare pesa su di me ed il mio lavoro comincia adesso”. È la prima donna alla guida dell’Europa.

È nata a Ixelles, in Belgio, da genitori tedeschi, discendente di una famiglia di influenti pastori protestanti, dottori, mercanti, consiglieri di stato. Il padre Ernest Albrecht a 24 anni divenne funzionario della Comunità del Carbone e dell’Acciaio (CECA) a Lussemburgo. Era vicino a Conrad Adenauer alla firma dei Trattati di Roma nel 1957. Divenne ministro presidente della Bassa Sassonia (Cdu). L’attuale presidente della Commissione è nata dall’unione con Heide Adele Stromeyer l’8 ottobre 1958. Terza di sei figli. Laureata in medicina. Nel 2005 è diventata ministra (governo guidato da Angela Merkel), della famiglia, poi del lavoro, quindi della difesa (una carica contestata, l’impegno più difficile della sua carriera, affrontato in piena austerity).

Nel 2019 Mekel l’ha proposta come spitzenkandidat per la guida della Commissione. Il Presidente francese Emmanuel Macron ha appoggiato la proposta. Dal primo dicembre 2019 è in carica come Presidente. “È l’incarnazione della classe politica che con le sue decisioni decreterà se l’Unione è destinata a evolversi negli Stati Uniti d’Europa o a disintegrarsi. La sua politica è la stele di Rosetta che svela come funziona realmente il sistema Merkel. La sua vita ci mostra il viaggio della Germania attraverso l’Europa e ci fa capire se la sua direzione ha ancora un senso. Da Bruxelles, dov’è nata, a Berlino, e ora di nuovo a Berlaymont, da padre a figlia”, ha scritto di lei The Critic.

Antonio Lamorte