“È in coma” e “sotto ventilazione” e i medici “stanno lottando per salvargli la vita”. È quanto conferma il servizio stampa del ministero della Salute della regione di Omsk, citato dall’agenzia Interfax, dove l’oppositore e politico russo Alexei Navalny è ricoverato dopo un presunto avvelenamento. “Pensiamo che sia stato avvelenato con qualcosa mescolato nel suo tè – ha detto la portavoce Kira Yarmysh – Quella era l’unica cosa che ha bevuto la mattina. I medici dicono che il veleno è stato rapidamente assorbito mediante il liquido caldo”. Il malore ha colpito Navalny mentre era in viaggio dalla Siberia a Mosca. Il suo aereo ha effettuato un atterraggio di emergenza dopo il malore.

L’oppositore, politico, avvocato ha 44 anni. È diventato noto negli ultimi anni come il principale avversario del presidente russo Vladimir Putin. È stato anche Segretario del Partito del Progresso e presidente della Coalizione Democratica. Navalny ha denunciato a partire dagli anni 2000, attraverso i suoi blog, la corruzione dell’amministrazione e dell’ologarchia russa. Per le sue inchieste è stato denunciato, attaccato e arrestato in diverse occasioni. Un suo documentario, sulla ricchezza presuntamente illecita dell’ex premier Dmitriy Medvedev ha raggiunto un pubblico di 21 milioni di utenti.

La prima condanna, a 5 anni con la condizionale, nel 2013, per un caso di appropriazione indebita che avrebbe danneggiato l’azienda di stato Kirovles. Nello stesso anno la candidatura a sindaco di Mosca: prende il 27%. Nel 2015 raccoglie il testimone del principale avversario di Putin, Boris Nemtsov, con il quale guidava la Coalizione Democratica, assassinato nel 2015. Le condanne e gli arresti, causate spesso per l’organizzazione di manifestazioni di protesta, gli hanno negato la candidatura alle presidenziali del 2018.

Rischia di perdere la vista dopo un’aggressione con sostanze chimiche nel 2017. L’ultimo arresto nel dicembre 2019 dopo la denuncia del sequestro del giovane attivista russo Ruslan Shaveddinov. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che gli arresti ai suoi danni tra il 2012 e il 2014 erano pretesti politici in violazione ai diritti umani. Il Cremlino ha augurato una “pronta guarigione” al leader dell’opposizione russa e ha annunciato che un’inchiesta sul caso verrà aperta.