È stato arrestato il 28 settembre reo confesso dell’omicidio di Daniele De Santis, 33 anni e Eleonora Manta, 30, i due fidanzati di Lecce. Antonio De Marco, 21 anni, era un loro amico e con i due aveva anche convissuto fino a poco tempo prima nello stesso appartamento in via Flaming a Lecce. “Ho fatto una cavolata. So di aver sbagliato. Li ho uccisi perché erano troppi felici e per questo mi è montata la rabbia”, avrebbe detto subito dopo l’arresto.

Originario di Casarano, Marco si era trasferito a lecce da due anni per studiare scienze infermieristiche. Nel suo paese di origine lo vedevano molto raramente e di lui si sapeva poco. “Introverso, con poche amicizie ed anche con i pochi amici che aveva intratteneva comunicazioni compartimentate, limitandosi a un sì o a un no”, dicono quelli che lo hanno conosciuto.
A Lecce era arrivato per studiare e svolgere il tirocinio all’Ospedale Vito Fazzi. Sembrava a tutti un vero e proprio studente modello. Nessuno poteva immaginare cosa invece la sua mente avrebbe potuto creare: un duplice omicidio a mani nude progettato in ogni dettaglio. Avrebbe voluto legare e torturare i due ma poi Daniele e Eleonora hanno inaspettatamente reagito.

Nell’ordinanza si parla di compiacimento sadico, di un “pericolo di recidiva per estrema pericolosità dell’indagato” e di “un’indole particolarmente violenta, insensibile ad ogni richiamo umanitario: nonostante le ripetute invocazioni a fermarsi urlate dalle vittime l’indagato proseguiva nell’azione meticolosamente programmata inseguendole per casa , raggiungendole all’esterno senza mai fermarsi”.

Avrebbe voluto legare e uccidere i due ragazzi per poi ripulire tutto meticolosamente con acqua bollente, candeggina e soda” per poi lasciare una scritta sul muro, come un avvertimento rivolto a tutta la cittadinanza. Un modus operandi agghiacciante che ricorda scene del crimine da serie tv.

“La vendetta è un piatto da servire freddo… è vero che la vendetta non risolve il problema ma per pochi istanti ti senti soddisfatto”, aveva scritto su Facebook a luglio con tanto di faccine sorridenti. Probabilmente Antonio aveva cominciato a serbare rancore nei confronti della coppia perché per vivere insieme avevano messo alla porta Antonio che affittava due stanze dell’appartamento agli studenti.

Eleonora provava disagio nei confronti di Antonio e del suo rapporto con Daniele. Motivo per il quale i due fidanzati avrebbero spesso litigato. La famiglia di Antonio non avrebbe mai potuto immaginare cosa passasse per la testa del figlio. Salvatore e Rosa, genitori di Antonio è molto stimata nel paese: persone tranquille e molto per bene secondo i vicini di casa.

Dopo la notte dell’omicidio Antonio ha continuato a vivere tranquillamente, forse anche perché in un primo momento si pensava che l’assassino fosse qualcuno di nome Andrea, nome che Eleonora ha gridato prima di morire. Durante i funerali di Eleonora e Daniele lui ha partecipato alla festa di una collega dell’Università con altri compagni di lavoro che lo hanno sempre definito taciturno ma sereno.