Dopo il ritiro dalla finale a squadre anche quello dal concorso generale individuale in programma giovedì. Simone Biles, ginnasta americana, ha rivelato che la ragione della sua scelta è legata allo stress e alla gestione della pressione che sente su di lei. “Ho il peso del mondo sulle spalle. Non è stata una giornata facile o la mia migliore, ma l’ho superata. A volte mi sento davvero come se avessi il peso del mondo sulle spalle. So che lo spazzo via e faccio sembrare che la pressione non mi colpisca, ma dannazione a volte è difficile: le olimpiadi non sono uno scherzo”, aveva spiegato in un post su Instagram.

Nessun infortunio dunque né problemi fisici come aveva comunicato inizialmente la federazione. “Ho deciso di fare un passo indietro per dare priorità al mio benessere mentale, penso che sia giusto farlo. Le mie compagne hanno finito il lavoro e vinto una medaglia d’argento olimpica. Se parteciperò alla prova individuale? Vedrò giorno per giorno, ora abbiamo una mezza giornata di pausa e credo che sarà un buon riposo”. Oggi la comunicazione dell’altro ritiro. La Federazione americana ha sostenuto “con tutto il cuore la decisione di Simone e applaudiamo il suo coraggio nel dare priorità al suo benessere. Il suo coraggio mostra, ancora una volta, perché è un modello per così tanti” e ha aggiunto che le condizioni di Biles saranno valutate giorno per giorno. Le altre quattro finali in programma sono volteggio, trave, parallele e corpo libero. L’atleta è campionessa olimpica in carica di volteggio e corpo libero.

Biles, classe 1997, è considerata la ginnasta più forte in attività se non la più forte di tutti i tempi, ad appena 24 anni. Una delle stelle più attese alle Olimpiadi di Tokyo. Campionessa olimpica ai Giochi di Rio 2016 e cinque volte campionessa del mondo all-around – la gara più importante della ginnastica che comprende le quattro specialità: trave, parallele, volteggio e corpo libero. È stata la prima nella storia ad aver vinto cinque mondiali nel concorso individuale e tre consecutivi. È anche la ginnasta che con 19 medaglie d’oro ha vinto più titoli mondiali in assoluto. È nata in Ohio ma è cresciuta e vive in Texas, dove ha fondato e si allena nella palestra World Champions Centre.

Non un’infanzia facile: la madre si drogava e lei venne adottata dai nonni. Biles sostiene il movimento anti-razzista Black Lives Matter. Ha denunciato, con altre atlete, il medico della nazionale Larry Nassar, condannato per pedopornografia e molestie sessuali nei confronti di più di 150 atlete – un caso che ebbe risonanza mondiale ed entrò nella scia del #metoo. Sulla sua storia è uscita lo scorso giugno una miniserie intitolata Simone vs Herself. Biles avrebbe potuto vincere nei Giochi in corso in Giappone l’Oro in due Olimpiadi consecutive diventando la prima a eguagliare il record del 1968 della cecoslovacca Vera Caslavska. Ha dato il suo nome a quattro esercizi e si spinge in esercizi che le colleghe non provano neanche. Un fenomeno assoluto.

In una conferenza stampa cominciata con i sorrisi – ha provato a sdrammatizzare – e finita nella commozione la ginnasta ha spiegato le sue ragioni: “Non ho più fiducia in me come prima. Non so se è una questione di età. Sento che non mi sto divertendo più. So che questi sono i Giochi, volevo farli, ma in realtà sto partecipando per gli altri, più che per me. Mi fa male nel profondo pensare che fare ciò che amo mi sia stato portato via. Non appena salgo in pedana siamo solo io e la mia testa. E lì ci sono demoni con cui devo confrontarmi”.

A influire sulla sua scelta, ha aggiunto, il gesto della tennista giapponese Naomi Osaka che a maggio si era ritirata dal torneo parigino del Roland Garros. L’atleta aveva annunciato di voler rinunciare alle conferenze stampa, per via del troppo stress, ed era stata travolta da una polemica enorme. Aveva quindi rivelato di vivere spesso un disagio mentale, legato alla pressione e alle aspettative sulle sue prestazioni, che sfocia anche nella depressione. Osaka alle Olimpiadi è stata eliminata dalla modesta Marketa Vondrousova, scatenando una sorta di psicodramma per i giapponesi. La tennista aveva anche acceso la torcia olimpica nella cerimonia inaugurale. “Non sono riuscita a reggere questa pressione”, ha detto in lacrime a fine incontro.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.