L’ambasciatore italiano nella Repubblica Democratica del Congo lascia la moglie Zakia Seddiki e tre figli. Non c’è stato niente da fare per il diplomatico, rimasto ucciso in un agguato stamattina. Viaggiava in un convoglio del World Food Program quando l’attacco, presumibilmente con armi leggere, portato forse a fini di sequestro, ha ucciso lui e Vittorio Iacovacci, carabiniere italiano di 30 anni.

Seddiki era impegnata anche lei in Africa. Aveva fondato nel 2017 a Kinshasa la ong Mama Sofia. Era presidente dell’organizzazione. “Sognare un mondo più bello insieme è possibile”, si legge sul sito dell’organizzazione. Parole attribuite alla donna. “Le necessità di assistenza in RDC sono così numerose che Mama Sofia ha deciso di operare secondo due diverse modalità. La prima è costituita da ‘Iniziative ed eventi’ ad hoc che intendono dare una risposta immediata a richieste di aiuto per situazioni di grave disagio e difficoltà. La seconda, attraverso la realizzazione di ‘Progetti’ duraturi che, ove possibile, possano auto-mantenersi nel tempo e creare reddito per chi ha più’ bisogno, soprattutto mamme e famiglie in difficoltà in RDC”, si legge sempre tra gli obiettivi del sito dell’ong.

Seddiki era stata premiata con il marito lo scorso ottobre con il Premio Internazionale Nassiriya per la Pace 2020. “Non si può essere ciechi davanti a situazioni difficili che hanno come protagonisti i bambini. È necessario agire per dare loro un futuro migliore. Cerchiamo, nel nostro piccolo, di ridisegnare il mondo”, aveva dichiarato in quell’occasione la donna a Camerota.

Diplomatico di lungo corso, e nonostante la giovane età, Attanasio aveva conosciuto sua moglie, di origini marocchine, durante la sua permanenza al consolato di Casablanca. I due si erano sposati nel 2015.

Vito Califano

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