Christian De Sica vorrebbe tornare in coppia con Massimo Boldi: in onore dei vecchi tempi, dei cinepanettoni, ma non per un cinepanettone. Lo ha detto in un’intervista a Il Messaggero. L’attore sta per tornare con la commedia Chi ha incastrato Babbo Natale con Alessandro Siani, il remake Altrimenti ci arrabbiamo con regia di You Nuts, una fiction, quattro sceneggiature. Anche una stoccata ironica al presidente dell’SSC Napoli e della Filmauro Aurelio De Laurentiis.

De Sica, 70 anni, figlio di uno dei geni del cinema italiano, il padre Vittorio De Sica, simbolo della cultura del Novecento, una vita davanti alle telecamere. E proprio in onore del padre domenica 14 novembre, dalle 14:00 alle 24:00, sarà l’organizzatore del palinsesto di Rai Storia: in occasione del 47esimo anniversario dalla scomparsa di Vittorio De Sica. Il regista americano Wes Anderson ha rivelato di essersi ispirato a L’oro di Napoli per il suo ultimo film The French Dispatch: “Non è stato il primo grande a inchinarsi a papà. Ingmar Bergman sosteneva che Umberto D. fosse il miglior film della storia del cinema, Martin Scorsese ha sempre ammesso che senza il neorealismo non sarebbe esistito, per non parlare dell’ammirazione manifestata da Orson Welles. E pensare che Vittorio non ci ha mai dato l’idea di essere un mostro sacro. Al di là di certi suoi personaggi un po’ esagerati, nella vita era una persona semplice, umilissima”.

L’idea di tornare con Boldi, ma non per un cinepattone: “Ho immaginato una storia più adatta a noi, a quello che siamo oggi: la storia di due vecchi attori di cinepanettoni. Due tromboni rincoglioniti. Mi piacerebbe che a dirigere il film fosse mio figlio Brando, che gira ora a Napoli una storia d’amore horror”. Da proporre ad Aurelio De Laurentiis? “Grazie agli incassi dei 32 cinepanettoni che Boldi e io abbiamo interpretato (ride, ndr), Aurelio ha potuto comprarsi il Napoli…”.

Anni fa si diffuse la voce di un litigio tra i due, per decenni protagonisti al botteghino con i loro film, che effettivamente per alcuni anni si allontanarono: “La verità è che io sono rimasto con il produttore con il quale ho lavorato per trent’anni anni e lui è passato ad un’altra società perché voleva produrre i suoi film da solo – aveva raccontato De Sica ospite a Verissimo -. Questa è la vera ragione della separazione, non abbiamo litigato. Poi dopo abbiamo iniziato a dire un sacco di cavolate, che io dovevo dargli 300 mila euro e che lui era arrabbiato con mia moglie, ma la realtà è solo questa”.