La pandemia ci ha fatto dimenticare che non è il Covid l’unico male di cui preoccuparsi. Invece c’è chi come Christian, 9 anni di Eboli, deve lottare tutti i giorni con un male terribile, la Sma di tipo 1. Come se non bastasse, riesce ad ottenere dal sistema sanitario le cure di cui ha bisogno con difficoltà e a singhiozzo. “Il piccolo Chirstian ha diritto ad una assistenza di qualità che garantisca le sue esigenze e quella della famiglia”. È questa la denuncia di Gaetano Amatruda dell’Associazione ‘Andare Avanti’.

“Christian – racconta Amatruda- ha 9 anni, è affetto da SMA di TIPO 1, non deambula, è collegato ad un ventilatore polmonare h 24 e necessita, fra le altre cose, di aspirazione salivare. Ha bisogno di essere aiutato con manovre e macchinari con grande e puntale frequenza. Il piccolo, che vive ad Eboli, è assistito in Assistenza Domiciliare Integrata. Ma è assistenza che vive solo sulla carta e secondo una prassi burocratica”. “La ‘Magaldi Life’, società individuata dalla Asl, e le stesse strutture dell’azienda, non garantiscono una continuità terapeutica e personale adeguatamente formato”, denuncia conrabbia Amatruda.

A questo si aggiunge che il personale non è stabile. “Il personale – sottolinea – cambia in continuazione e non ha il tempo per formarsi, per comprendere le esigenze, per offrire certezze. Lo stesso piccolo è costretto a relazionarsi con personale sempre diverso. In questi casi è necessario avere infermieri formati, e ci vuole tempo, consapevoli delle difficoltà e bisogna dare al paziente il tempo di legarsi senza subire traumi. Da Ottobre è un continuo turn over. Gli infermieri cambiano in continuazione e l’assistenza va a corrente alternata, non sempre sono assicurate le ore previste”. Per un bambino come Christian queste sono tutte necessità vitali che non possono essere in nessun modo derogate. E vanno fatte con criterio e precisione, altrimenti rischiano di fare del male al piccolo che già soffre abbastanza.

Christian – conclude Amatruda – ha diritto alla migliore assistenza, ad un personale qualificato, ha il diritto di non dover ripartire ogni volta daccapo. Ha il diritto, oggi negato, di avere una persona che lo possa far uscire di casa, per andare al parco o al mare, ha il diritto, oggi negato, alla didattica a distanza”.

“Si mobilitino le Istituzioni locali e nazionali, i rappresentanti della politica. L’Asl e la Regione sentano la famiglia. Per Christian si chiede un progetto di assistenza personalizzato che preveda la reintegrazione del personale già formato, si chiede che questo personale sia assunto dalle strutture pubbliche affinché sia garantita la continuità. Le ore di assistenza, si chiede ancora, siamo programmate sulle esigenze della famiglia e, soprattutto, del piccolo. Ha il diritto di andare al mare, al parco, alle feste” conclude.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.