Nicolò Cafagna, giornalista, blogger e scrittore, non ha peli sulla lingua e va dritto al punto: “Se fossi uno scatolone avrei scritto sopra ‘fragile’…ora, sono o non sono, uno scatolone da vaccinare?”. Monzese, classe 1983, Nicolò Cafagna deve fare i conti con ‘la francesina’, “il romantico nome con cui chiamo la distrofia muscolare di Duchenne, che porta piccole conseguenze come non poter camminare, non potersi muovere e, ciliegina sulla torta, aver qualche difficoltà respiratoria”, dice con il suo stile ironico e dissacrante.

Da quando è iniziata la pandemia è costretto in casa perché per lui il virus è un pericolo enorme. Chiuso in casa in isolamento completo da un anno, aspetta ancora di essere chiamato per il vaccino. E si chiede: perché i disabili non sono stati tra i primi ad essere vaccinati? Al Riformista racconta come la pandemia glia abbia cambiato la vita: “Al Covid basterebbe scorgermi da lontano e senza occhiali per far di me un necrologio! Quindi sì lo temo, ma lo tengo a distanza con l’unica arma a mia disposizione: l’isolamento, che neanche la 41bis…”. E mentre fuori l’Italia cambia colori, dpcm dopo dpcm, Nicolò Cafagna, attaccato a un respiratore, come tanti aspetta di essere chiamato per la vaccinazione che per molti ‘fragili’ tarda ad arrivare.

“Avere 37 anni con la francesina è come essere ultra ottuagenario: perché non mi chiamano per il vaccino?”, ha scritto in uno dei suoi post sui social su cui è molto seguito. “È una battuta in parte veritiera – spiega – Con questo volevo dire che non vedo perché hanno vaccinato prima gli ottantenni delle persone fragili: a mio avviso dopo i sanitari (e non mi riferisco ai servizi igienici) i fragili di tutte le età e così via. Dopo tutto le persone più deboli hanno maggiori possibilità di ammalarsi e di lasciare questo bel pianeta. Sembra che Regione Lombardia ancora non l’abbia compreso, benché si vanti di essere sinonimo di efficienza, quando tante regioni si sono già mosse”.

Ma per Cafagna il vaccino è fondamentale: “Potrei essere libero di fare quelle poche uscite che purtroppo ora non posso fare – racconta – Soprattutto potrei vedere, anche a casa, altre persone all’infuori dei congiunti. Ma se per esempio fosse capitato 5 anni fa, quando stavo meglio, sarebbe stata tutta un’altra cosa: prigionia contro libertà”. Ed è questa la condizione che ormai da più di un anno vivono tante persone disabili. La pandemia l’ha vissuta “con filosofia, come insegna la francesina”. Per lui dal 2018 le cose non si mettono bene perché è stato ricoverato per tre mesi “e da allora le mie uscite sono diventate più rare della malattia che porto appresso”, dice.

Racconta che durante il primo lockdown era impaurito e spaventato, anche perché era una cosa nuova e “l’unica soluzione era quella di passare dagli arresti domiciliari all’isolamento”. Nella seconda ondata era più tranquillo, forse perché dopo le vacanze se l’aspettava. Ma nonostante tutto non si è perso d’animo e ha continuato a fare il suo lavoro. “L’aspetto positivo è che mi sono messo a scrivere il mio libro – racconta – che nonostante tutte le difficoltà del Covid sta avendo successo, per cui non mancate a comprarlo e soprattutto non venite a mancare”.

Il libro si intitola “Diverso da Chi? Storie a rotelle e ironia senza freni” edito da Ananke con prefazione di Marco Cappato. È un viaggio spassoso, ironico e autoironico nella vita di Nicolò Cafagna. “Con uno stile di scrittura sui generis, racconto la disabilità nella sua normalità e mi metto a nudo (non è necessario emozionarsi ora) mostrando le difficoltà che quotidianamente una disabilità grave quanto la mia incontra, cogliendone gli aspetti ironici, poiché ironia e autoironia sono i pilastri di questo libro – spiega l’autore – L’obiettivo è avvicinare i normodotati ai disabili, non a caso parlo di sesso in alcuni capitoli. Da una parte perché è un tabù da abbattere, ma dall’altra mostro che gli interessi non differiscono gli uni dagli altri, e il sesso è l’argomento più chiacchierato. Per tranquillizzare tutte (e tutti) sappiate che lo possiamo fare, yes, we can!”.

 

L’idea di scrivere un libro è nata da una rubrica di successo su un giornale che cura da diversi anni. Il suo stile è travolgente e i lettori lo hanno spinto a farne un libro. Così nasce “Diverso da chi?” in cui racconta storie di vita vissuta, tutte da ridere e da riflettere. Le parole di Nicolò Cafagna sono lievi e divertenti ma con un messaggio importante: “la persona disabile è una persona come tutte la altre: per questo gioco spesso con le etichette di disabile e di normodotato, al fine di banalizzarle. Certo la persona disabile ha dei limiti in più dovuti alla propria condizione, ma vorrei che prima di notare la carrozzina si considerasse la persona che su di essa siede e non viceversa. ‘Diverso da chi?’ si propone di abbattere tutti questi tabù”.

Cafagna è schietto e diretto e questa è la forza delle sue parole: “Se si ironizza, si ride e si scherza su di sé e, in particolare, sulla propria condizione, allora abbatti subito il muro del disagio nell’altro e il pietismo svanisce. Si sentirà più vicino, più in sintonia, al punto di scherzare anch’egli sulla tua disabilità”. Il suo è un libro assolutamente da leggere per comprendere quanto spesso i ‘normodotati’ sappiano essere stupidamente impacciati nel modo di rapportarsi al tema della disabilità.

Non le manda a dire nemmeno sul Ministero per la disabilità istituito dal nuovo Governo Draghi. Per lui non ce n’era davvero bisogno. “È solamente uno specchio per le allodole per la Lega – dice – per giunta senza portafoglio. Avrebbe più senso il ministero per le pari opportunità, perché l’inclusione sociale è lo stipite alla base delle pari opportunità: da quelle scolastiche a quelle lavorative, fino a quelle sociali”.

Se dovesse dare un consiglio alla neoministra Erika Stefani, ne avrebbe due: “Rendere effettiva la legge sulle barriere architettoniche licenziata nel lontano 1989. E questo è il primo passo, o meglio ruotata, verso l’inclusione sociale. Così come la questione delle insegnanti di sostegno: che l’insegnante non cambi ogni anno e che copra tutto l’arco dell’anno scolastico”.

Il libro si può acquistare online sul sito de www.lafeltrinelli.it, dalla casa editrice www.anankelab.com, da www.ibs.it oppure è possibile ordinarlo in tutte le librerie d’Italia, mentre fisicamente è presente in tutte le librerie LaFeltrinelli di Milano e nelle principali librerie di Monza. Per conoscere un po’ di più Nicolò e non perdere le sue chicche quotidiane, è possibile seguirlo sulla sua
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Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.