“Non ho ancora fatto la prenotazione, la mia fascia d’età prevede la vaccinazione con AstraZeneca quindi si, lo farò, lo ha fatto anche mio figlio l’altro giorno in Inghilterra“. Questo l’annuncio del premier Mario Draghi nel corso della conferenza stampa sul decreto Sostegni.

A chi gli chiede se ‘è stato un errore fermare la campagna vaccini?’ il presidente del Consiglio replica: “No, molti scienziati avevano pareri diversi, ma la decisione non è stata presa per imitazioni o per interessi tedeschi. No, non c’è niente del genere, c’è solo la responsabilità di un governo che si chiede se si può andare avanti con la vaccinazione. C’è anche da dire che c’è stato un calo delle vaccinazioni, ma solo per un giorno: sono scese da 150 mila a 100 mila, poi compensate dall’utilizzo di altri vaccini. C’è stato un rallentamento ma non è stato disastroso”.

“Se ci sarà un effetto” negativo sulle vaccinazioni dalla vicenda AstraZeneca “mi aspetto che sia temporaneo e compensato dagli altri vaccini. Credo che alla fine sarà la razionalità degli italiani a decidere”. Draghi poi ribadisce l’obiettivo già preannunciato dal commissario Figliuolo: “Arrivare a 500 mila dosi a metà aprile, siamo arrivati ora a 165 mila, a giugno contiamo di aumentare ancora”.

Poi lancia un monito ai governatori: “Le regioni vanno in ordine sparso. Per le vaccinazioni le regioni sono molto difformi, bisogna darsi regole comuni. Lo Stato c’è ed è per aiutare le regioni – aggiunge – C”è desiderio da parte delle regioni di collaborare con lo Stato per concludere la campagna di vaccinazione nel più breve tempo possibile”.

Sui ritardi nelle forniture e le accuse mosse all’Unione Europea, Draghi non chiude al vaccino russo “Sputnik” e chiarisce: “Se il coordinamento europeo non funziona bisogna essere pronti a far da soli. Questo dice la Merkel e questo dico anche io“. Poi aggiunge: “L’Unione europea prevede che vengano bloccate le esportazioni delle società che non rispettano gli accordi. Noi lo continueremo a fare”.

SCUOLA – “Per quel che mi riguarda la Scuola sarà la prima a riaprire quando la situazione dei contagi lo permetterà” sottolinea il Premier. La volontà è di riprendere in presenza almeno “fino alla prima media”.