In quattro giorni di stop l’Italia ha perso circa 200mila somministrazioni nella sua campagna vaccinale: perciò si pensa alla strategia overbooking. È partito tutto dalla Germania, poi Italia, Francia e Spagna, giorni dopo gli stop di altri Paesi europei del vaccino AstraZeneca. Il tutto causato da alcuni morti sospette, trombosi anche letali, in persone che avevano da poco ricevuto il preparato di Oxford: nessuna prova sulla correlazione. Le autopsie sul professore di Biella Sandro Tognatti e sul bidello napoletano Vincenzo Russo hanno escluso correlazioni. La ripresa della campagna AstraZeneca, anche dietro rassicurazioni e appelli sulla sicurezza, potrebbe a questo punto essere compromessa o subire notevoli .

Al 18 marzo 2021 risultato 7.204.358 le dosi somministrate in Italia. Il totale delle persone che hanno ricevuto anche la seconda dose è di 2.225.652. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha anticipato che le dosi del vaccino monodose Johnson&Johnson dovrebbero essere disponibili a partire da metà aprile. La Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha confermato l’obiettivo di “vaccinare il 70% della popolazione over 18 dell’Ue entro l’estate”. L’obiettivo del piano in Italia è quello di immunizzare entro fine settembre l’80% della popolazione. Al momento i preparati disponibili sono dunque quello Pfizer-BioNTech (del quale sono arrivate quasi sei milioni di dosi), Moderna (appena 493mila), AstraZeneca  (quasi due milioni e mezzo di dosi, prima della sospensione).

Per mettere una pezza al disastro comunicativo sul caso AstraZeneca, in caso di ripresa si ricorrerebbe a una sorta di overbooking: la convocazione di un numero appena più alto rispetto alle persone previste rispetto alle dosi disponibili di AstraZeneca, mettendo quindi in conto i forfait di alcune. Un piccolo rimedio tattico, secondo Il Corriere della Sera. Ancora inedite le modalità di funzionamento di tale meccanismo. Eventi avversi – ribadiamo – sarebbero stati registrati in appena 11 casi su 5 milioni di persone  vaccinate con AstraZeneca, per i quali non è emersa al momento correlazione, trombosi e somministrazione.

Un altra strategia che potrebbe entrare in gioco: chi rinuncia al vaccino – sia in caso di assenza sia in caso di prenotazione dopo la scadenza della propria categoria – scorre a fine lista. Si dovrebbe infine passare, dopo le categorie più a rischio e quelle fragili, a un sistema di prenotazione più flessibile, senza fasce d’età o categorie professionali. Per potenziare la campagna, come anticipato dal ministro Speranza e dal commissario all’emergenza, il generale Francesco Paolo Figliuolo, saranno arruolate le farmacie, gli infermieri che lavorano in ospedale anche fuori dall’orario di lavoro – secondo contributo economico – , dentisti.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.