“Conseguenze imprevedibili”: così recita l’avvertimento che la Russia ha fatto recapitare all’Italia. Prima era arrivato agli Stati Uniti e quindi agli alleati. A partire da mercoledì scorso. La nota arrivata tramite canali diplomatici non ha spostato di un centimetro la decisione degli Stati Uniti di consegnare altri 800 milioni di dollari di forniture a Kiev per rispondere all’invasione russa. Armi che vengono scaricate in Paesi Nato e poi trasferite dagli ucraini.

“Operazione speciale” di “smilitarizzazione” e “denazificazione” che sembra essere entrata in un’altra fase: quella dell’assedio del Donbass che stando alle ultime dal Pentagono partirà tra oggi e domani e che poi si estenderà su vasta scala. Washington ha fatto sapere che una prima consegna di questo nuovo pacchetto è già arrivata in Ucraina. Esclusa al momento la probabilità del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden in visita a Kiev.

Giovedì prossimo sarà a Washington il premier Denys Shmyhal, per partecipare ai vertici di primavera di Fmi e Banca Mondiale, ma anche per consolidare la collaborazione con gli Usa. Le forniture questa volta prevedono anche armi ad alta potenza tra le quali 11 elicotteri Mi-17, 18 obici e altri 300 droni kamikaze Switchblade. Mosca ha già avvertito che considera i convogli di forniture militari occidentali come obiettivi legittimi. Se le ritorsioni dovessero essere compiute in Paesi Nato si alzerebbe ulteriormente il rischio di una guerra diretta sul campo tra le potenze sarebbe.

La settimana prossima Roma potrebbe approvare un nuovo decreto interministeriale per nuove forniture di armi. Il secondo pacchetto. In un’intervista a Il Corriere della Sera il presidente del Consiglio Mario Draghi ha difeso e rivendicato la scelta di sostenere con le armi Kiev. E ha raccontato la sua ultima telefonata con Putin. “’Quando vi vedete con Zelensky? Solo voi due potete sciogliere i nodi’. Mi ha risposto: ‘I tempi non sono maturi’. Ho insistito: ‘Decidete un cessate il fuoco’. Ancora ‘No: i tempi non sono maturi’. Dopo di che mi ha spiegato tutto sul pagamento del gas in rubli, che allora non era ancora stato introdotto. Ci siamo salutati con l’impegno di risentirci entro pochi giorni. Poi è arrivato l’orrore di Bucha. Comincio a pensare che abbiano ragione coloro che dicono: è inutile che gli parliate, si perde solo tempo”.

Non è la prima minaccia in arrivo da Mosca nelle ultime settimane. “Quello in cui è degenerato il sostegno dell’Occidente per l’Ucraina può essere tranquillamente chiamato Terza Guerra Mondiale. Ciò è assolutamente sicuro”, le parole della conduttrice televisiva del canale distato Russia 1 Olga Skabeyeva. L’attacco dopo l’affondamento dell’incrociatore Moskva. “Ora stiamo decisamente combattendo contro le infrastrutture della Nato, se non contro la Nato stessa. Dobbiamo riconoscerlo”.

Già la settimana scorsa a Il Corriere l’ex consigliere presidenziale e stretto consulente del Presidente della Russia Sergey Karaganov aveva definito la Nato come una metastasi e l’articolo 5 (che prevede l’intervento in caso di attacco subito da un Paese membro) inefficace. “Gli americani e i loro partner Nato continuano a inviare armi all’Ucraina. Se va avanti così, degli obiettivi in Europa potrebbero essere colpiti o lo saranno per interrompere le linee di comunicazione”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.