Bogotà a ferro e fuoco. Mentre le proteste, anche violente, esplodono anche in altre città della Colombia. A scatenarle la morte di Javier Ordoñez, avvocato di 46 anni, morto dopo essere stato ripetutamente colpito dalle scosse del taser da parte di due poliziotti. Il video dell’arresto ha fatto il giro dei social. Sono partiti gli hashtag #ColombiaLivesMatter (sulla scia del movimento #BlackLivesMattwer americano) e #JavierNoMurioAJavierLoMataron (“Javier non è morto, Javier è stato ucciso”).

La sindaca della capitale colombiana, Claudia Lopez, ha parlato di abusi della parte della polizia e attraverso i suoi account social ha chiesto “una condanna esemplare” contro la polizia facendo appello a “una profonda e seria ristrutturazione dall’interno delle forze di polizia”.

 

Il filmato, diventato in pochissimo tempo virale nel Paese, dura circa due minuti e mostra l’uomo a terra con dei testimoni che implorano gli agenti di smetterla di colpire il 46enne con le scariche elettriche. Due poliziotti arrivati in moto hanno sbattuto a terra l’avvocato e poi lo hanno colpito ripetutamente con il taser.

Secondo il capo della polizia della capitale, il colonnello Necton Borja, gli agenti stavano rispondendo ai disordini causati dagli “alcolisti” e Javier Ordoñez ha cercato di “colpire la polizia” prima di essere abbattuto. Il colonnello ha anche ribadito come l’uomo fosse stato fermato e colpito con un’arma “non letale”, poi trasportato in ospedale dove a causa di “complicazioni mediche” è morto poco dopo.

Redazione