La BBC ha realizzato un’inchiesta per raccontare il furto di grano da parte delle forze russe in Ucraina. Furto “sistematico”, si legge sul sito della BBC che ha parlato con agricoltori, analizzato immagini satellitari e dati di navigazione per tracciare dove sono dirette le navi russe. Oltre 200 agricoltori sono stati contattati dal media britannico. “Stanno rubando il nostro grano, distruggendo le nostre proprietà e la nostra attrezzatura”, accusa Dmytro il cui nome è stato cambiato con uno pseudonimo per proteggerne l’identità.

Proprio dal GPS su alcuni camion rubati all’agricoltore è stato tracciato il percorso fino in Crimea. Dai dati è risultato che i camion si sono fermati nei pressi di un magazzino a Oktyabrske dove si vedono da immagini satellitari una coda di mezzi pesanti vicino alla struttura. Lì vicino i binari per trasportare il grano in Crimea o in Russia. Sul tetto del magazzino appare anche una “Z”, simbolo dell’invasione russa dell’Ucraina. “È molto difficile rintracciare le singole spedizioni di grano rubato, ma ci sono molte prove che gran parte di esso vada prima in Crimea. Ci sono immagini satellitari in due punti chiave di ingresso – a Chonhar e ad Armiansk – in cui è possibile vedere un accumulo di veicoli, che potrebbero essere utilizzati per trasportare grano e altri prodotti. Un’immagine dal punto di ingresso di Chonhar scattata il 17 giugno mostra una fila di camion lunga più di 5 km (tre miglia)”.

Secondo l’inchiesta quel traffico inusuale per la Crimea, almeno a partire dall’annessione da parte di Mosca nel 2014, potrebbe essere spiegato come camion vuoti di ritorno dalle aree occupate dopo aver rifornito le truppe al fronte. “Ma un’interpretazione ovvia è quella dei camion che portano grano – o altri prodotti come semi di girasole – presi agli agricoltori ucraini”. Le immagini dalla città di Dzhankoi in Crimea mostrano i camion che aspettano su una strada nei pressi di un magazzino di grano e vicino una stazione ferroviaria dove si vedono dei cargo di quelli utilizzati per trasportare grano e altri prodotti. I treni da Dzhankoi sono collegati ai porti di Sebastopoli e Kerch.

“Prima portano il grano nella Crimea annessa, da dove lo trasportano a Kerch o Sebastopoli, quindi caricano grano ucraino su navi russe e vanno nello stretto di Kerch”, afferma Andrii Klymenko, esperto dell’Istituto per il Mar Nero Studi strategici a Kiev, che monitora regolarmente i movimenti delle navi intorno alla Crimea. Lo stretto di Kerch è quello che collega la penisola annessa nel 2014 alla Russia. Qui il grano sarebbe trasferito tramite piccole navi e anche mischiato a grano russo. Secondo l’esperto al prodotto viene applicato il certificato del grano russo.

Le navi sono spesso ripartite per la Siria o per la Turchia. Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha però sempre negato che quel grano arrivi dall’Ucraina. L’inchiesta continua con un paragone tra l’attività nel terminal Avlita nel porto di Sebastopoli nel giugno degli anni scorsi con quella attuale – registrando un’attività molto più alta. “La Crimea non coltiva così tanto grano per l’export”, commenta Mariia Bognos, esperta di politiche agricole della Kyev School of Economics.

L’inchiesta ha tracciato il viaggio di tre navi che hanno trasportato grano ucraino rubato all’estero, in Turchia e Siria, a partire da aprile. Secondo la Lloyd’s List Intelligence le navi spengono i loro localizzatori di bordo entrando nel Mar Nero e nei pressi dello Stretto di Kerch. Quando il segnale riappare le imbarcazioni sono dirette a sud, a una profondità inferiore nell’acqua presumibilmente dopo aver caricato delle merci a bordo. Una è stata tracciata nel porto siriano di Latakia.

La BBC ha anche ottenuto dei documenti redatti dalle autorità di occupazione russe che elencano le fattorie in cui il grano deve essere loro trasferito. Si riporta inoltre che in alcuni casi i russi forzano gli agricoltori ucraini a vendere grano a prezzi molto più bassi e a firmare dei documenti per provare che la vendita è avvenuta “legalmente”. Stando a quanto raccontato dagli agricoltori, la strategia dei russi è cambiata in quanto hanno capito che non pagando nulla i raccolti potrebbero essere sabotati. Quei prezzi bassi convincerebbero gli agricoltori che devono comprare carburante e pagare gli operai.

 

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Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.