Confindustria torna a picconare la manovra del governo Meloni: senza una visione, con iniziative risibili, oppure sotto le aspettative. Insomma una bocciatura a tutto campo o quasi sulla scia delle proteste dei sindacati che indica il provvedimento come privo di direzione e con misure parziali e timide. La legge arriverà in Parlamento il 20 dicembre e sarà corsa contro il tempo per l’approvazione, altrimenti sarà esercizio provvisorio. A tutti risponde il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che difende l’impianto di una legge di bilancio “coraggiosa e responsabile”, costruita in poco tempo, in un quadro economico con non pochi rischi.

Il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi aveva già ampiamente criticato la manovra. In un’intervista a La Stampa aveva definito la manovra una “legge di bilancio a tempo”, sulle quali gravano le tre incognite: tempo, politica, mancanza di visione. “Se l’obiettivo, specialmente in una fase di rallentamento congiunturale, fosse lavorare sul Pil potenziale e la crescita del Paese, i provvedimenti dovrebbero puntare in questa direzione. Se invece l’approccio è tenere insieme le varie anime della maggioranza, prendere intanto micro-decisioni e spostare tutto avanti di tre mesi è molto diverso. A noi imprenditori preme la prima scelta, non la seconda”.

Queste le parole del Presidente degli industriali a fine novembre. Posizione che nel frattempo non è cambiata. “Quello che a nostro avviso manca è la visione su quanto sta succedendo, siamo convinti che l’anno prossimo ci sarà un rallentamento”, ha detto Bonomi in commissione Bilancio. Per Confindustria mancano interventi anticiclici, “forti per sostenere la crescita, i redditi bassi e i consumi”. Le norme su contante e pos bollate come “scelte elettorali”, salve solo le misure contro il caro bollette, una “delusione” il taglio del cuneo fiscale, “distorsiva” l”estensione della flat tax per autonomi e partite Iva.

Critiche a tutto campo che incrociano le proteste dei sindacati. Per la Cgil la manovra è “di corto respiro”. Per la Uil “non indica una direzione di marcia”, per la Cisl il rischio è che la legge non sia sufficientemente espansiva. Cgil e Uil hanno indetto per il 16 dicembre il primo sciopero territoriale in Lombardia. Cisl giudica bene sull’emergenza ma non sufficientemente espansiva la manovra. L’associazione dei costruttori torna poi in pressing per lo sblocco della cessione dei crediti: “Il grido di allarme di famiglie e imprese ci giunge ogni giorno sempre più forte”, avverte l’Ance. E la Corte dei Conti, pur riconoscendo l’ampia portata del provvedimento, evidenzia “elementi di incertezza sul quadro di finanza pubblica” e avverte come l’innalzamento del tetto e dei contanti e la misura sul pos “possano risultare non coerenti” con gli obiettivi del Pnrr.

Alto il rischio che la manvora non riesca ad arrivare a gennaio senza la manovra approvata: nel caso sarebbe esercizio provvisorio. La disciplina dettata dall’articolo 81 della Costituzione permette di spendere il denaro stanziato dalla manovra in attesa dell’approvazione, per un periodo che non può essere complessivamente superiore a quattro mesi. L’ultima volta è stata usata nel 1987. Il governo vuole evitarlo assolutamente.

Giorgetti intanto ha spiegato in oltre due ore di audizione davanti alle commissioni di Bilancio di Camera e Senato che la manovra deve fare necessariamente i conti con l’obiettivo di “sostenibilità della finanza pubblica”. Il ministro ha riconosciuto il momento difficile, con l’economia in rallentamento e l’impennata dell’inflazione che “mette a rischio di sopravvivenza le nostre imprese” con un impatto sulle famiglie “particolarmente grave” per i redditi più bassi. Per Giorgetti “non è condivisibile il pessimismo oggi prevalente” sulle prospettive per la nostra economia. Giorgetti è certo che il Pil potrebbe registrare una flessione a cavallo di fine anno, ma l’economia è “resiliente” e riprenderà slancio nel 2023, grazie anche all’impulso del Pnrr.

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Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.