“Se uno vuole pagare due euro il caffè con la carta di credito è solo un rompipalle”. A dirlo, e non è uno scherzo, è Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del governo Meloni. Parole pronunciate dal leader della Lega a Palermo durante una pausa del processo Open Arms che lo vede imputato per sequestro di persona. La questione è quella relativa alle polemiche per il tetto dei 60 euro in manovra per il pagamento con il pos.

“Io sono un liberale, ognuno deve essere libero di pagare come vuole. Se uno vuole pagare due euro il caffè con la carta di credito è solo un rompipalle. Io cerco di pagare in contanti, perché a me piace andare a prelevare al bancomat” ha dichiarato Salvini, generando nuove polemiche sul nuovo esecutivo che favorirebbe l’evasione fiscale. Sulla manovra, che prevede un radicale ridimensionamento anche del reddito di cittadinanza, il vicepremier sostiene “che aiuterà tanta gente, soprattutto quelli che hanno bisogno, gli stipendi sotto i 20 mila euro annui e le pensioni minime guadagneranno più di altri”.

Se per Salvini chi paga il caffè con bancomat è un rompipalle, per il presidente di Confinduistria Carlo Bonomi la decisione del governo di imporre un tetto al pagamento col il Pos è una scelta politica “che credo non apporti neanche un punto di Pil potenziale, nemmeno qualche decimale. Devo fare una battuta: quando si parla di defiscalizzare le mance ai camerieri devo auspicare siano sopra i 60 euro altrimenti non si possono versare al datore tramite il Pos. Sono interventi di natura elettorale. Io auspico invece che nel percorso parlamentare si punti a rivalutare interventi necessari a creare punti di Pil per la crescita del Paese” ha dichiarato Bonomi nel corso dell’audizione sulla manovra di fronte alle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato.

Duro anche l’attacco di Peppe De Cristofaro, capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra al Senato e presidente del Gruppo Misto: “Salvini è contento della prima manovra del governo Meloni perché favorisce evasione fiscale, riciclaggio e furbetti vari. Per il vicepresidente del Consiglio ‘chi paga il caffè con il bancomat è un rompipalle’, invece è una persona normale che non ha niente da nascondere”.

“Chi invece si ostina a elevare il tetto del contante, chi mette un tetto minimo di spesa con il Pos – prosegue De Cristofaro – non aiuta gli italiani ma solo quell’economia sommersa che nel 2020 le stime Istat danno a 174,6 miliardi di euro, con una incidenza sul Pil del 10,5%”.

Redazione