Un richiamo forte, l’ennesimo dopo quello sui rapporti con gli alleati europei e in particolare con i vicini francesi, indirizzato al governo Meloni. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella torna a farsi sentire e le sue parole, pronunciate nel viaggio di Stato in Svizzera, pesano come macigni.

Nel corso di una conferenza stampa congiunta col suo omologo elvetico Ignazio Cassis, Mattarella ha ribadito che la lotta all’evasione fiscale è e deve restare centrale nel Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, e dunque nell’operato dell’esecutivo.

Parole che arrivano mentre nella legge di bilancio l’esecutivo a guida Giorgia Meloni ha deciso di innalzare il tetto al limite del contate a 5mila euro e togliere l’obbligo del Pos per pagamenti sotto i 60 euro, due misure che rischiano di essere un favore al ‘nero’. Provvedimenti inoltre sotto la lente d’ingrandimento anche delle istituzioni di Bruxelles, visto che tra le “milestones” del Pnrr c’era anche l’obiettivo di contrastare l’evasione fiscale.

In Italia si è fatto molto sul Pnrr per quanto riguarda l’evasione fiscale, con molta concretezza e indicazioni, e non ci sono segnali che questo capitolo venga cambiato”, ha indicato Mattarella nel suo discorso.

Il presidente, che proprio oggi ha firmato il disegno di legge per la legge di bilancio che verrà presentato in Parlamento, testo che ha ricevuto anche la “bollitura” della ragionerie dello Stato, ha sottolineato che l’evasione fiscale “è un problema grave” per il nostro Paese.

Allo stesso tempo ha invitato alla cautela nel definire l’Italia come “maglia nera” sul tema dell’evasione fiscale. Rispondendo alle domande dei giornalisti a Berna, il presidente della Repubblica ha osservato: “Sono sempre diffidente quando sento queste definizioni: maglia nera, ultimo in classifica, sono sempre refrattario dall’uso di queste definizioni che sono sostanzialmente ascientifiche”.

Redazione