“Pronta ad assumermi responsabilità anche se dovessero costare in termini elettorali” come “dimostra la scelta operata sul reddito di cittadinanza“. Giorgia Meloni tira dritto. La premier, intervenuta in collegamento video all’assemblea generale di Confindustria Veneto Est, ribadisce che il suo Governo è pronto “a fare quello che è giusto per la nazione e non per noi“. Agli industriali presenti spiega che “se l’industria va bene, allora va bene anche la nazione: poi spetta alla politica fare sintesi e assumersi responsabilità”.

Una di queste responsabilità – secondo Meloni – è la quasi totale abolizione del reddito di cittadinanza per “ribadire con questa scelta che il governo intende ricostruire una cultura e un’etica del lavoro, e farlo insieme a chi fa impresa e chi produce, è un segnale importante”. L’intervento sul sussidio tanto caro al Movimento 5 Stelle (e non solo) è “una misura di buonsenso che difenderemo contro ogni attacco strumentale. In Italia si è speso troppo tempo per distruggere la cultura del lavoro su cui è fondata la nostra Costituzione” ha precisato la premier.

“Abbiamo deciso di escludere chi percepisce il Reddito di Cittadinanza ma è in condizioni di lavorare. Nel 2023 – spiega Meloni – per chi può lavorare il Reddito non sarà percepibile per più di otto mesi e il Reddito decadrà alla prima offerta di lavoro che viene rifiutata, una misura di buon senso che intendiamo difendere da ogni attacco strumentale”.

Parole quelle di Meloni che arrivano dopo il rapporto Svimez ufficializzato oggi che fotografa un Sud Italia sempre più avviato verso la recessione nel 2023 con oltre 500mila nuovi poveri. Una situazione che in futuro potrebbe degenerare ulteriormente con l’abolizione del reddito se non dovessero rivelarsi proficue le politiche volte a incentivare il lavoro da parte dell’attuale esecutivo.

Nell’ultima bozza della manovra, si legge inoltre che il Reddito di cittadinanza sarà cumulabile con lavori stagionali o saltuari di piccola entità. “Nel caso di stipula di contratti di lavoro stagionale o intermittente – si legge – il maggior Reddito da lavoro percepito non concorre alla determinazione del beneficio economico, entro il limite massimo di 3mila euro lordi (una miseria insomma, ndr). Sono comunicati all’Inps esclusivamente i redditi eccedenti tale limite massimo con riferimento alla parte eccedente”.

Saranno circa 404mila, su un totale di 1,03 milioni, i nuclei familiari interessati dal taglio a 8 mensilità delle prestazioni del reddito di cittadinanza nel 2023 per gli “occupabili”. Il taglio da 18 a otto mensilità è stato stabilito per gli occupabili in nuclei che non includano al loro interno minori, disabili o soggetti di età almeno pari a 60 anni. L’assegno medio che allo stato attuale percepiscono coloro che saranno interessati al taglio delle mensilità è di 543 euro.

Redazione