Al termine di un Consiglio dei Ministri durato oltre tre ore e mezza, è stata approvata la nuova Legge di Bilancio. Una manovra da quasi 35 miliardi di euro che la premier Giorgia Meloni ha definito “un’importante e coraggiosa manovra economica a sostegno dei cittadini con particolare attenzione ai redditi bassi e alle categorie in difficoltà. L’Italia torna a correre”. Si tratta di un provvedimento “prudente e realista”, “sostenibile per la finanza pubblica”, ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Ora la battaglia si sposterà in Parlamento: il testo deve essere approvato prima da Camera e Senato e poi spedito a Bruxelles entro il 30 novembre; la Commissione Ue darà un parere; recepite le eventuali indicazioni della Ue, la legge dovrà essere approvata in via definitiva dal Parlamento entro il 31 dicembre

Numerose le novità inserite nel testo. Si inizia con l’aumento delle pensioni minime, un aumento delle tasse sulle sigarette che porterà +138 milioni di euro di entrate fiscali e rivalutazioni di beni e partecipazioni di aziende (+1,028 miliardi di euro). Previsti anche la razionalizzazione dei bonus edilizi e delle tax expenditure e una “tassa bitcoin”. Importanti novità anche per le famiglie e sul Reddito di Cittadinanza.

Pensioni a quota 103

Dal 2023 i lavoratori potranno andare in pensione a 62 anni di età e 41 di contributi. In questo modo la platea potenziale di coloro che potrebbero andare in pensione con Quota 103 si restringe a 48mila lavoratori, per una spesa di circa 750 milioni di euro. Quota 103, spiegano governo e maggioranza, è concepita come una norma-ponte, valida solo per il 2023, in attesa di una riforma più strutturale, che verrà discussa con le parti sociali. Cambia Opzione donna, il calcolo contributivo che consente alle lavoratrici di ottenere un trattamento pensionistico con requisiti notevolmente ridotti. La misura verrebbe prorogata di un anno, ma anche legata al numero di figli: si uscirebbe a 58 anni con due o più figli, a 59 se si ha un solo figlio. È in arrivo un piccolo aumento delle pensioni minime (oggi 536 euro al mese). Previsto anche un incentivo, pari a una decontribuzione del 10%, per chi, raggiunti i requisiti per la pensione, decide di restare al lavoro.

Cambia il Reddito di Cittadinanza

La bozza del disegno di legge di Bilancio prevede che, dal primo gennaio 2024, la misura sia abrogata. Nel 2023 il beneficio sarà gradualmente cancellato per coloro che possono lavorare. Gli “occupabili” sono persone tra i 18 e i 59 anni che non hanno figli disabili, minori o anziani sopra i 60 anni. Per loro è previsto che il sussidio sia erogato per non più di 8 mesi e dovranno partecipare per almeno sei mesi a un corso di formazione o riqualificazione, pena la perdita dell’assegno. Già dai primi mesi del 2023 non sarà più possibile presentare domanda per il Reddito di cittadinanza. I percettori dell’assegno che non sono abili al lavoro, continueranno invece a ricevere la prestazione fino alla fine del 2023, poi, dal 2024, saranno assistiti con una nuova forma di sussidio, dedicato esclusivamente ai poveri, le cui modalità di accesso e di funzionamento saranno probabilmente individuate in uno dei disegni di legge di accompagnamento alla manovra. Una proposta questa che crea molto dibattito. Prevista anche una styretta sui controlli e sujlle regole di decadenza del sussidio: basterà rifiutare anche una sola offerta congrua di lavoro per perdere il sussidio.

Il taglio del Cuneo fiscale e la decontribuzione per le assunzioni

Per le retribuzioni più basse, fino a 20mila euro lordi, salirà il taglio del cuneo fiscale. Secondo la bozza, i lavoratori dipendenti con questo livello di salario annuo pagheranno, nel 2023, tre punti percentuali in meno di contributi previdenziali. Verseranno cioè all’Inps il 6% circa della retribuzione lorda anziché il 9%. Tre punti in meno che resteranno in busta paga senza effetti sulla pensione perché sarà lo Stato a versare la differenza all’Inps. Per i lavori con retribuzioni tra i 20 e i 35 mila euro non cambierà nulla. In arrivo meno tasse per le Partite Iva. Il tetto di ricavi che consente a lavoratori autonomi e professionisti di beneficiare dell’aliquota unica del 15% sostitutiva di Irpef, Irap e Iva salirà infatti, dall’anno prossimo, da 65mila a 85mila euro annui. Inoltre flat tax incrementale limitata ai lavoratori che non scelgono il regime forfettario. Infine, per promuovere l’occupazione giovanile, è prevista la decontribuzione totale per le aziende che assumono persone fino a 35 anni d’età.

L’assegno unico per i figli

Previsti sostegni alle famiglie sotto forma di assegno più alto anche per chi ha il primo figlio. Per le famiglie dai 3 figli in su sarà raddoppiata la maggiorazione forfettaria prevista per i nuclei numerosi che passa quindi da 100 a 200 euro mensili. Tra gli altri provvedimenti anche l’aumento di un mese del congedo di maternità per le neo mamme.

Tregua fiscale e stop aumento multe

Per andare incontro alle famiglie dopo gli anni del Covid, il Governo ha previsto agevolazioni per chi non è riuscito a estinguere debiti con il fisco: al vaglio cancellazioni, ulteriori rateizzazioni, sanzioni ridotte o eliminate. Stop agli aumenti sulle multe per violazione del Codice della strada.

Tetto al contante a 5mila euro

Dal primo gennaio 2023 si potrà pagare fino a 5.000 euro in contanti.

Salta taglio dell’iva su pane e latte sì alla tampon tax

Salta il taglio dell’Iva su pane, pasta e latte. Al suo posto il governo ha pensato ad una «carta risparmio» che i Comuni erogherebbero alle famiglie più in difficoltà. Viene ridotta al 5% l’Iva sui prodotti di prima necessità per l’infanzia come pannolini, biberon, omogeneizzati (ora al 22%). Sì anche alla tampon tax con l’Iva al 5% sugli assorbenti.

Agevolazioni sulle bollette

Nel primo trimestre 2023 resistono una serie di agevolazioni contro il caro-bollette per imprese e famiglie. Confermato il bonus, una tantum, per i redditi bassi, calcolato su un Isee che sale da 12 mila a 15 mila, per pagare le bollette. Previsto un intervento più generoso sotto forma di aliquota maggiorata per il credito d’imposta destinato alle cosiddette aziende energivore, che viene innalzato dal 40 al 45%, mentre per chi non lo é — con consumi sotto i 16,5 kilowatt — l’aliquota sale dal 30 al 35%. Rateizzazione prorogata fino a 36 mesi per chi è in difficoltà con i pagamenti.

Scende lo sconto sui carburanti

Scende lo sconto sui carburanti, che dagli attuali 30,5 centesimi di euro passerà a 18,3 centesimi. Da dicembre sarà ridotto il taglio sulle accise su diesel e benzina.

Agevolazioni per l’acquisto prima casa

Proroga per il 2023 delle agevolazioni per acquisto prima casa per i giovani under 36.

Ponte sullo stretto

Per riavviare il progetto di realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina prevista la riattivazione della società Stretto di Messina spa attualmente in liquidazione.

Redazione