“La pandemia ha determinato recessione senza precedenti” e per delineare i termini della ripresa c’è “il decreto semplificazioni”, su cui “in queste ore ci stiamo confrontando in maniera costruttiva per trovare le soluzioni migliori”. È intervenuto così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante il question time alla Camera. Presentando il Dl Semplificazioni, il premier ha spiegato che l’esecutivo vuole “superare la cosiddetta ‘paura della firma'” per i dipendenti pubblici in caso di opere pubbliche

“Come ho sempre detto, considero il decreto Semplificazioni la madre di tutte le riforme”, ha quindi aggiunto il Presidente del Consiglio, che ha sottolineato come per il Dl Semplificazioni “abbiamo studiato, valutato e accolto molte delle proposte di Italia Viva”.

IL CAPITOLO ILVA – Rispondendo quindi ad una interrogazione sull’ex Ilva, il premier ha spiegato che “in queste ore si sta lavorando alla nuova compagine societaria” e “si sta valutando intervento pubblico, perché riteniamo migliore garanzia per raggiungere livelli ambientali, occupazionali”. Parlando quindi dei rapporti con ArcelorMittal, la compagnia franco-indiana che ha acquisito l’acciaieria, Conte ha aggiunto che l’azienda “ha comunicato che gli accordi di marzo sono vincolanti e intende rispettarli, seppure il governo abbia bocciato il piano presentato dall’azienda il 5 giugno”.

GLI INTERVISTI FISCALI – Conte ha evidenziato quindi che il Governo sta lavorando “a un’ampia riforma della tassazione diretta e indiretta. Non la si può attuare nel giro di poco, ovviamente l’obiettivo è ridurre la tassazione e orientare il sistema verso la sostenibilità sociale e ambientale”. Tornando sugli Stati Generali di Villa Pamphilj Conte ha quindi ricordato che dagli incontri “sono emersi diversi spuntisul cuneo fiscale siamo già intervenuti con la legge di bilancio 2020. Abbiamo tutti confermati che è un’ipotesi quella di valutare interventi sul lato della domanda e introdurre misure premiali per incentivare l’utilizzo di pagamenti digitali attraverso meccanismi di cashback”.

L’obiettivo dell’esecutivo giallo-rosso secondo Conte è di “rendere il sistema fiscale più equo. L’obiettivo è far pagare a tutti le tasse e quindi consentire di pagare meno. L’ipotesi su cui si può ragionevolmente lavorare è quella di mettere insieme due temi, dando una scossa ai consumi con lo sgravio dell’Iva e i pagamenti elettronici”. Tra le ipotesi al vaglio per incentivare i pagamenti elettronici, c’è “l’attivazione di un protocollo volontario con il sistema bancario per il contenimento dei costi delle carte di pagamento”. Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante il question time alla Camera.

IL TAGLIO DELL’IVA – Sul taglio dell’Iva Conte ha spiegato che il governo “sta valutando” l’ipotesi, che è quella “di valutare interventi sul lato della domanda attraverso un possibile sgravio dell’Iva e introdurre misure premiali per incentivare l’utilizzo di pagamenti digitali attraverso meccanismi di cashback”.

IL MES – Poi una puntualizzazione importante del premier sul Mes, il Fondo da 36 miliardi che l’Italia potrebbe richiedere all’Europa per interventi in favore del sistema sanitario: “Non vi è alcuna connessione tra le linee di credito del Mes e le scelte dei governi nazionali riguardo la spesa pubblica e la tassazione”, ha sottolineato Conte in Aula. A proposito dei rapporti con i partner europei, Conte ha precisato che il governo sta conducendo “una attività diplomatica. Ne ho parlato con premier Rutte e cancelliera Merkel, con l’obiettivo di reparare al meglio. Resta l’obiettivo di un’intesa rapida che mantenga l’ambizione di partenza – spiega ancora Conte -. Il risultato finale non dovrà discostarsi dalla proposta della Commissione”.

LA SCUOLA – Il presidente del Consiglio ha discusso anche di scuola, precisando che a settembre “tutti i nostri studenti torneranno a scuola, per una didattica finalmente in presenza”. Per le scuole paritarie invece, nel decreto Rilancio, l’esecutivo ha previsto “finanziamenti per circa 150 milioni” che confermano “la volontà governo di tutelare non tanto gli istituti confessionalmente orientati, quanto gli studenti”.