Proseguono le incomprensioni all’interno dell’attuale maggioranza di Governo. Dopo un consiglio dei ministri caldissimo sul tema coprifuoco, con il premier Draghi che ha imposto a Lega e governatori l’attuale orario in vigore (22) nonostante l’apertura serale (e all’aperto) dei ristoranti a partire da lunedì 26 aprile, lo scontro non si è ancora placato e la giornata di domenica 25 aprile regala altri due nuovi episodi sempre sulla questione coprifuoco.

Il primo riguarda l’interpretazione della ministra Gelmini e l’immediata risposta del sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia, il secondo vede protagonisti i segretari di Pd e Lega. Inizia Enrico Letta che, ospite alla trasmissione “In mezz’ora in più” su Rai 3, attacca il Carroccio e Matteo Salvini dopo l’astensione nel corso dell’ultimo consiglio dei ministri sul decreto riaperture. “Voglio che il governo vada avanti due anni, ma suggerisco sommessamente di considerare che è successo una volta e non può succedere più. Chi lo fa deve tirare le conseguenze, se non vuole stare al governo non ci stia”.

Poi sul coprifuoco attacca: “Salvini oggi partecipa a una raccolta firme contro il coprifuoco che il governo di cui fa parte ha stabilito. Se non ci vuole stare non ci stia”. Per Letta “Draghi ha tenuto il punto e secondo me ha fatto bene”.

“Noi adesso riapriamo, domani è un giorno importante, ma abbiamo l’estate davanti e se le riaperture sono una falsa partenza e si deve richiudere come è successo, sarebbe un disastro” ha aggiunto il segretario del Pd ricordando “l’esempio della Sardegna” e “seguendo le idee di Salvini e Meloni si è riaperto tutto e dopo tre settimane è arrivata la zona rossa, perché era un disastro. Immagini se sbagliassimo adesso, i comportamenti fossero inadeguati e si dovesse richiudere, l’estate salterebbe”.

La replica di Salvini

“Il segretario del Pd Letta non si fida degli italiani e li vuole tenere ancora chiusi in casa. Io mi fido degli italiani e vorrei che tornassero a vivere, lavorare, sorridere. #nocoprifuoco”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, in un tweet.

Redazione