Vince la linea del premier Mario Draghi e dei rigoristi. Non ci sarà nessuna modifica sul coprifuoco nel prossimo decreto del governo sulle riaperture a partire dal 26 aprile. Confermato il coprifuoco alle ore 22 (e in vigore fino alle 5 del giorno successivo) fino al 31 luglio. La Lega, che premeva per lo slittamento del coprifuoco alle 23 (con il parere favorevole di Italia viva, Forza Italia e di alcune Regioni) si è astenuta sul voto sul decreto in segno di protesta.

“La Lega è solo portavoce di quello che chiedono i sindaci e i governatori di tutta Italia, e di qualunque colore politico, su riaperture, coprifuoco e vaccini”. E’ quanto avevano fatto trapelare fonti leghiste prima dell’inizio del Consiglio dei ministri sul nuovo decreto Covid.

Lo scontro

Un Consiglio dei ministri previsto per le 17 e iniziato in ritardo proprio per la discussione sul coprifuoco avanzata dal Carroccio di Matteo Salvini che, in concomitanza con la riapertura a cena dei ristoranti (all’aperto e in zona gialla) aveva chiesto lo slittamento alle 23. Una posizione che avrebbe irritato e non poco il premier Mario Draghi perché le decisioni sulle riaperture erano state prese di comune accordo in una cabina di regia dove era presente la stessa Lega.

La stessa Lega ha provato a mantenere la propria posizione minacciando addirittura di votare no al decreto sulle riaperture prima di ripiegare sull’astensione dei propri ministri annunciata dal titolare del Mise Giancarlo Giorgetti.

Decreto riaperture approvato, a maggio aggiornamento sul coprifuoco

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto sulle riaperture a partire dal 26 aprile annunciato la scorsa settimana dal premier Mario Draghi. Dobbiamo riaprire sì ma con gradualità, ha spiegato il premier, disposto comunque a un ‘tagliando’ a maggio, dati alla mano: del resto il resto del decreto prevede la possibilità di intervenire sull’orario del coprifuoco con una disposizione ad hoc.

Redazione