Sono 129 i migranti positivi al coronavirus ospiti nel centro di accoglienza nell’ex Caserma Serena di Casier (Treviso). Questo l’esito dello screening eseguito dall’Azienda Unità Locale Socio Sanitaria 2 (ULSS), dopo la positività di tre migranti. Eseguiti complessivamente 315 tamponi – 293 sui migranti e 22 sugli operatori – che hanno evidenziato 129 casi di contagio tra gli ospiti. “I positivi – precisa l’Ulss 2 – tutti asintomatici, sono stati immediatamente isolati all’interno della struttura. La quarantena è estesa anche ai negativi. Tra una settimana sia gli operatori sia gli ospiti saranno nuovamente testati.

“Il quadro è sotto controllo, sono certo che la situazione sarà gestita con la massima ragionevolezza”. Così il sindaco di Casier, Renzo Carraretto, tranquillizza i cittadini dopo l’ufficialità deegli oltre cento contagi. Secondo lo screening, le persone risultate positive sarebbero 129, tutti asintomatici, ma non è nota la ripartizione dei contagiati fra ospiti e personale di gestione della struttura. “Stiamo risalendo a tutti i possibili contatti con cittadini non residenti nella ex caserma avvenuti negli ultimi giorni – aggiunge Carraretto – e sono certo che spiegando la ragione della quarantena estesa a tutti i presenti si eviteranno le tensioni che si erano verificate alcune settimane fa, pur senza conseguenze”. “Penso che il nostro caso – conclude il sindaco – sarù solo il primo di scenari simili che prevedo si verificheranno in altri centri di accoglienza”.

Carraretto parla di danno incalcolabile attaccando apertamente il Governo e il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese: “Il nuovo focolaio all’interno della struttura genera un danno incalcolabile, anche in termini di immagine, al nostro territorio del quale lo Stato dovrà rendere conto. Ci stavamo riprendendo, il turismo stava nuovamente vedendo la luce dopo una primavera terribile e con questa batosta ci ritroviamo a terra, dopo che il Governo non ha mai ascoltato la nostra richiesta di chiudere la Caserma – afferma il sindaco -. A dirle il vero, stiamo ancora aspettando che il Ministro dell’Interno Lamorgese venga a vedere con i suoi occhi la situazione dopo la nota rivolta dello scorso giugno. Sono arrabbiato perché ora ci troviamo a fronteggiare una nuova emergenza. E la colpa non è dei nostri cittadini”.