Tra i passeggeri della nave da crociera Diamond Princess, bloccata dal 5 febbraio nel porto giapponese di Yokohama con a bordo 3.700 persone, 355 delle quali sono risultate positive e ricoverate in ospedale, “sembrerebbe ci sia un nostro connazionale che è però partito con il volo americano perché è residente in America, sposato con una donna americana, quindi in quota americana sostanzialmente, che potrebbe essere tra i contagiati”. Lo ha detto questa mattina Stefano Verrecchia, capo dell’Unita di crisi della Farnesina, ad Agorà, su Rai3, parlando della situazione degli italiani che si trovano sulla Diamond Princess.

Verrecchia ha spiegato che il Ministero aspetta ancora delle conferme, “però sarebbe il primo caso di un italiano comunque già in volo per l’America. Nei connazionali di cui ci dobbiamo occupare noi non risulta al momento alcun contagiato”. Sempre Verrecchia ha specificato che “probabilmente non tutti gli italiani rientreranno, perché una parte dell’equipaggio potrebbe rimanere a bordo perché funzionale alla nave”.

14 AMERICANI CONTAGIATI TRA GLI EVACUATI DALLA NAVE – Durante il processo di evacuazione della nave da crociera Diamond Princess, al largo del Giappone, dopo che i passeggeri sono stati sbarcati dalla nave ed è iniziato il trasporto all’aeroporto, i funzionari statunitensi hanno ricevuto la notifica che 14 passeggeri, i quali avevano già fatto i testi 2-3 giorni prima, sono risultati positivi al Covid-19, il nuovo coronavirus. Lo rivela una nota congiunta del Dipartimento di Stato e del Dipartimento della Salute degli Stati Uniti. “Queste persone – si legge in una nota – sono state trasferite nel modo più rapido e sicuro in un’area di contenimento specializzata sull’aeromobile di evacuazione per isolarli secondo i protocolli standard”. Dopo aver consultato i funzionari dell’Hhs, il Dipartimento di Stato ha deciso di consentire alle 14 persone di essere isolate, separate dagli altri passeggeri, e hanno continuato a essere asintomatiche, a rimanere sull’aereo per completare il processo di evacuazione.

Nel corso del volo, è previsto il loro isolamento dalle altre persone a bordo; tutti i passeggeri saranno monitorati da medici a bordo e chi mostrerà sintomi sarà trasferito nella speciale area di contenimento. L’arrivo negli Stati Uniti del volo è previsto nella mattina ora locale. Dopo l’atterraggio, i passeggeri resteranno in quarantena per 14 giorni; quelli positivi al test e con sintomi saranno trasportati in luoghi adeguati per mantenere l’isolamento e le cure, sottolinea il dipartimento nella nota. “Ogni precauzione per garantire adeguato isolamento e protezione della comunità viene attuata, vista la valutazione aggiornata del rischio da parte delle autorità sanitarie Usa. Continueremo tutti i possibili sforzi per proteggere il benessere dei cittadini statunitensi”, si legge nella nota, che consiglia a chi intenda viaggiare fuori dagli Stati Uniti a consultare gli avvisi di viaggio governativi, “monitorando e seguendo” le indicazioni dei Cdc e delle autorità sanitarie locali.