“Nella prima mattinata di oggi, nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, sono arrivati gli ulteriori tamponi immediatamente fatti a decine di detenuti della stessa sezione del detenuto risultato positivo sabato notte. Sono risultati tutti negativi tranne quelli di due detenuti, che solo per motivi precauzionali sono stati accolti in stanze di isolamento sanitario, come già avvenuto per un altro detenuto risultato positivo e senza sintomi”. E’ quanto fanno sapere in una nota congiunta Antonio Fullone (Provveditore amministrazione penitenziaria della Campania) e Samuele Ciambriello (Garante dei detenuti della Campania)

Tutti quelli dell’intera sezione di oltre 130 persone, compresi i tre positivi presenti nel carcere, non presentano alcun sintomo di malattia, non necessitano di alcuna terapia e sono monitorati dai sanitari.

Abbiamo potuto rilevare come tutti i detenuti presenti nel carcere di Santa Maria siano attentamente valutati e seguiti sin dall’inizio dell’emergenza e ringraziamo il personale sanitario ai vari livelli che è intervenuto in questi giorni con immediatezza e professionalità. A partire dalla notizia del primo caso positivo, nella notte di sabato, sono stati effettuati 200 test sierologici rapidi domenica e 200 tamponi naso-faringei lunedì, per tutti i detenuti della stessa sezione e per tutto il personale, sanitario e penitenziario, che vi lavora.

Siamo vicini al personale penitenziario e ai familiari dei detenuti. Collaboreremo giorno per giorno a garanzia del diritto alla salute, del diritto alla vita di tutte le persone che operano nel mondo carcerario, dando supporto al personale sanitario. Riteniamo anche importante contribuire ad un’informazione puntuale, trasparente e corretta, che eviti la diffusione di notizie che non corrispondono alla realtà, creano condizioni di falso allarme e ostacolano il lavoro di tutto il personale impegnato nella gestione di un’emergenza che interessa tutto il nostro mondo”.

PROTESTE A POGGIOREALE – Tensione nel primo pomeriggio di oggi, mercoledì 8 aprile, all’esterno del carcere di Poggioreale dove un gruppo di parenti di persone detenute, circa una ventina di donne, ha tentato di entrare nel Tribunale partenopeo.

A bloccare il gruppo sono stati gli agenti della Polizia Penitenziaria che presidiavano il varco al Palazzo di Giustizia di piazza Cenni insieme con la Polizia di Stato e i Carabinieri. A causa dell’episodio su disposizione della Procura Generale sono stati temporaneamente chiusi tutti i varchi d’accesso al Nuovo Palazzo di Giustizia. “Un plauso va alla Polizia Penitenziaria di presidio ai Varchi del Tribunale di Napoli – dice, in una nota, Ciro Auricchio, segretario regionale dell’Uspp – dove oggi un gruppo di 20 facinorosi per lo più donne familiari dei detenuti di Poggioreale, dopo aver protestato innanzi il carcere, si sono portati innanzi l’ingresso principale del Palazzo di giustizia e sono riusciti ad entrare negli spazi antistanti il Palazzo”.

“La Polizia Penitenziaria – spiega Auricchio – è intervenuta nell’ immediatezza per fermare i facinorosi che stavano per fare ingresso in Tribunale e unitamente a personale della Polizia di Stato e dei carabinieri, sopraggiunto sul posto, è riuscita ad allontanare i facinorosi”. “Ancora una volta l’apporto della Polizia Penitenziaria impiegata a presidio dei varchi di ingresso del Tribunale si è rivelato prezioso per la sicurezza del Palazzo di giustizia, – sottolinea il sindacalista – per questo chiediamo ancora una volta, come già fatto in epoca pregressa, che il predetto presidio non sia revocato per essere assorbito da organismi di vigilanza privata”.

In mattinata davanti al carcere di Poggioreale è stato esposto uno striscione:  “La salute è un diritto di tutti/e, amnistia e indulto”. La protesta ha bloccato brevemente l’esiguo traffico di via Poggioreale organizzata per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sui pericoli derivanti da un eventuale contagio negli istituti di pena. “La Polizia Penitenziaria, tutti i giorni, – ha gridato con il megafono uno dei manifestanti – entra ed esce dal carcere senza alcuna protezione… i detenuti devono tornare urgentemente a casa”.