Fin ora il virus aveva risparmiato i più piccoli. Ma nella zona rossa il coronavirus ha colpito una bambina di 4 anni di Castiglione d’Adda, una delle cittadine ritenute “focolaio” del virus in Lombardia. La piccola è risultata positiva al tampone. Dalle prime ricostruzioni il contagio potrebbe essere avvenuto nell’ospedale di Codogno, nei giorni del ricovero del 38enne “paziente 1”. In ogni caso la bimba, che lo ha contratto una lieve forma di influenza, sta bene ed è confinata nella sua casa del paesino della Bassa. Più tardi la notizia che sono quattro in tutto i minorenni risultati positivi al coronavirus nella regione, due in ospedale (al San Matteo di Pavia e all’ospedale di Seriate in provincia di Bergamo). Si tratta di due bambini di 10 anni, un ragazzo di 15. L’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera ha spiegato in conferenza che due dei quattro bambini sono già stati dimessi.

IL BILANCIO – L’ultimo bilancio ufficiale sul coronavirus in Italia conta 357 contagiati: 259 casi con 9 vittime in Lombardia (il nuovo numero è stato fornito sempre dal presidente della Regione Fontana); 58 casi con 2 morti in Veneto; 26 casi in Emilia Romagna; 3 in Piemonte, Lazio e Sicilia; 2 in Toscana e Liguria; 1 in Alto Adige.

I PROFILI DELLE VITTIME – Delle undici vittime da coronavirus, sei erano residenti nel Lodigiano e si tratta in prevalenza di ultraottantenni con alle spalle condizioni di salute precarie. La terza vittima lombarda di ieri è un 84enne di Nembro (Bergamo): Aldo Cabrini viveva nei pressi dello stadio nel quartiere Conca Fiorita, ed era ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII. Domenica era risultato positivo al tampone. Si tratta della seconda vittima bergamasca.

Morta anche la donna di 76 anni che era stata ricoverata in rianimazione a Treviso per complicanze respiratorie: era originaria di Paese e presentava un grave scompenso cardiaco. Il numero dei contagiati si arresta a 325. “Per fortuna – ha spiegato il capo del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, Gianni Rezza- al momento abbiamo dei focolai abbastanza circoscritti. “In Italia c’è una popolazione anziana e si spiegano così i tassi di mortalità del 2-3%. Gli anziani sono più fragili, lo vediamo con l’influenza. Da quest’ultima possiamo proteggerli con il vaccino; non essendoci il vaccino per il Coronavirus c’è la mortalità. L’unica maniera per proteggerli è circoscrivere i focolai come si sta facendo”.

Intanto si lavora per abbassare i toni dell’emergenza. Walter Ricciardi dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) lancia l’appello: “Dobbiamo ridimensionare questo grande allarme, che è giusto, da non sottovalutare, ma la malattia va posta nei giusti termini”. E ha spiegato perché, ribadendo i numeri di questa epidemia di coronavirus: “Su 100 persone malate, 80 guariscono spontaneamente, 15 hanno problemi seri ma gestibili in ambiente sanitario, il 5% è gravissimo, di cui il 3% muore. Peraltro sapete che tutte le persone decedute avevano già delle condizioni gravi di salute”.