Quasi un miliardo di persone, in questo weekend, sono confinate nelle proprie abitazioni per arginare la pandemia da coronavirus. La stima è stata condotta su 32 Paesi da Afp. Diverse, da uno Stato all’altro, le disposizioni adottate per fronteggiare l’emergenza. Al momento, secondo i dati raccolti dalla John Hopkins University, i casi di positivi in tutto il mondo sono 284.566. Il totale dei guariti è di quasi 90mila persone. Ma il dato dei decessi continua a salire: al momento si registrano 11.868 morti causate dal virus. L’Italia è il paese che ne conta di più, 4.032, seguita da Cina e Iran.

La Cina – da dove si è diffuso il focolaio dell’epidemia, nella provincia dello Hubei – è al terzo giorno consecutivo senza nuovi casi di contagio. La misura del lockdown adottata da Pechino per fronteggiare la crisi è quella che dunque viene maggiormente replicata in tutto il mondo. Limitati, dunque, gli spostamenti e la circolazione se non per motivi di sostentamento. Alcuni Paesi, come in Giordania e Bolivia, hanno imposto il coprifuoco. Quarantena nazionale in Colombia per 19 giorni. Altro modello spesso citato è quello della Corea del Sud, dove si contano 8.799 contagi e solo 102 decessi. Tuttavia i dati del Korea Center for Disease Control and Prevention (Kcdc) fanno registrare una impennata di infezioni, 147 dopo le 87 di giovedì.

Drammatica la situazione in Spagna: quasi 25mila i contagiati, oltre mille e 300 i decessi. In un giorno sono morte 324 persone, una ogni 13 minuti circa. Gli ospedali della capitale Madrid, principale focolaio del Paese, sono allo stremo. Fernando Simon, direttore del Centro per il coordinamento delle emergenze sanitarie, ha precisato che “è molto probabile che i dati sottostimino la realtà” e che “giorni difficili e duri stanno arrivando”. Denunciate 31mila persone e arrestate 315 per essersi spostate sul territorio nazionale senza validi motivi, fa sapere il ministero dell’Interno.

Salgono a oltre 21mila i casi anche in Germania, 73 le vittime. In Francia il collettivo C 19, cui hanno aderito oltre 600 medici, ha presentato una denuncia contro l’ex ministro della Sanità Agnès Buzyn e il premier Edouard Philippe, accusati di essere al corrente dell’emergenza e di non aver agito rapidamente per contrastarla. I casi di contagio sono saliti a oltre 12mila, 450 i decessi. A Parigi sono state chiuse le rive della Senna. Il ministro della Salute Olivier Véran ha annunciato senza mezzi termini che la situazione nel Paese è destinata a peggiorare.

Il Regno Unito ha intanto deciso la chiusura di ristoranti, club, discoteche, palestre, centri di scommesse e massaggi, cinema, teatri, piscine e casinò. Aperti soltanto i supermercati, i negozi e le farmacie. Nessun ritocco negli orari e nelle corse del trasporto pubblico. Il premier Boris Johnson ha affermato che il virus potrebbe essere sconfitto in circa 12 settimane. I contagi sono quasi 4mila, i decessi 177.

Peggiora la situazione anche negli Stati Uniti. Oltre 18mila i postivi, 241 i morti secondo le ultime stime della CNN. Circa 75 milioni di persone sono state messe in lockdown. Positivo al test un membro dello staff di Mike Pence, il vicepresidente. Il funzionario non sarebbe entrato in contatto con Pence e nemmeno con il presidente Donald Trump.

Nelle ultime ore Lewis Hamilton, campione di Formula 1, ha dichiarato di essersi messo in isolamento volontario. In quarantena a scopo precauzionale anche il Dalai Lama.

Redazione

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