I contagi in Italia stanno aumentando giorno dopo giorno e la preoccupazione incalza. Il Governo sarebbe intenzionato a introdurre le mascherine all’aperto in tutta Italia. “Siamo consapevoli che il nemico non è stato ancora sconfitto. Siamo consci però di non poter disperdere tutti i risultati sin qui raggiunti a prezzo di molti sacrifici”. Con queste parole il premier Conte ha esternato le sue intenzioni a introdurre nuove restrizioni per contenere il virus. Lo ha fatto dalla Loggia del Sacro Convento di Assisi. Parole che ricordano quelle di aprile, quando il premier annunciò il lockdown.

L’intenzione non sarebbe quella di chiudere nuovamente tutto ma di introdurre nuovi divieti e limitazioni per proteggere la salute dei propri cari anche “rinunciando ad alcune libertà”. L’orientamento del governo, sarebbe emerso dalla riunione di domenica sera a Palazzo Chigi in cui il premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza, il ministro Francesco Boccia e il sottosegretario Riccardo Fraccaro.

Come riportato dall’Ansa, il Governo sarebbe favorevole alla proposta del ministro della Salute Roberto Speranza, di introdurre l’obbligo per frenare la risalita dei contagi. Ma la decisione verrà presa, viene spiegato da fonti di governo, solo dopo il confronto con il Parlamento: Speranza riferirà martedì alle Camere e poi il governo adotterà il dpcm con le nuove misure.

Martedì scade infatti il Dpcm firmato il 7 settembre. “Di ogni decisione che prenderemo daremo conto ai cittadini, aprendoci al confronto con il Parlamento in modo da spiegare trasparentemente le motivazioni che ci spingono ad adottarla”, ha promesso Conte. Nel Governo c’è la tentazione di tornare indietro e impedire ai governatori di poter emettere ordinanze meno restrittive rispetto alla linea dettata da Palazzo Chigi. Le regioni potrebbero dunque consentire alle Regioni solo provvedimenti più rigorosi, mai deroghe rispetto alle misure nazionali.

I nuovi provvedimenti previsti vanno dall’obbligo di mascherina in strada 24 ore su 24 all’impiego delle forze dell’ordine, tra cui polizia e esercito, per intensificare i controlli. Si pensa anche ad anticipare alle 23 l’orario di chiusura dei locali. Ma questo punto è in discussione per cercare di evitare una nuova batosta per bar e ristoranti, già piegati dalla prima ondata.