Per sapere che cos’è l’ayahuasca, basta recuperare la tabella del Ministero della salute per poter avere una prima indicazione. Con il termine ayahuasca, di solito, si indica un infuso ottenuto con la miscela di alcune parti di Banisteriopsis caapi e di Psychotria viridis, due piante che possiedono sostanze psicotrope. Nello specifico, Psychotria viridis contiene N,N – dimetiltriptamina, anche chiamata dmt, una potente sostanza allucinogena, che però il nostro fegato è in grado di metabolizzare e neutralizzarne rapidamente gli effetti. Per questo motivo, Psychotria viridis viene unita a Banisteriopsis caapi, che inveche contiene sostante come armalina e armina, in grado di inibire gli enzimi epatici, oltre ad avere esse stesse proprietà psicotrope.

Gli effetti

Il consumo di questa particolare bevanda, ha effetti immediati sul sistema nervoso centrale: altera lo stato di coscienza e può provocare allucinazioni ed euforia, così come paura, ansia e paranoia, oltre a quelle che vengono descritte come esperienze extracorporee. Il risultato che quindi dà questa bevanda sul corpo umano, può essere interpretato come un “viaggio“, che è molto soggettivo.

Le origini

Il consumo dell’ayahuasca non nasce dalla nostra cultura, bensì dalla tradizione dei popoli dell’Amazzonia che la usano per fini religiosi e spirituali. A preparare l’infuso, è lo sciamano esperto nel maneggiare le sostanze, fungendo anche da guida a chi partecipa al “viaggio” e vegliando sulla loro incolumità. Oggi, l’utilizzo dell’ayahuasca è diffuso un po’ in tutto il mondo, sia a scopo ricreativo, sia all’interno di culti religiosi. In Italia, sono presenti alcune comunità che usano l’ayahuasca per la celebrazione dei sacramenti.

I benefici

Oltre all’alterazione dello stato di coscienza, l’ayahuasca è oggetto di ricerche per capire se il suo consumo controllato possa avere effetti benefici sul sistema nervoso centrale. Alcuni studi di laboratorio, hanno rilevato proprietà neuroprotettive delle sostanze contenute nella miscela, come la regolazione della produzione di antiossidanti, l’azione antinfiammatoria, il potenziamento della memoria, lo stimolo della crescita e la sopravvivenza cellulare. Ci sono poi alcune evidenze di effetti positivi sulla regolazione dell’umore, nel trattamento della depressione che non risponde alle altre terapie, delle dipendenze e della sindrome da stress post traumatico. Tuttavia, si tratta solo di sperimentazioni che coinvolgono poche persone e i cui risultati non possono essere considerati conclusivi.

Gli effetti collaterali

L’assunzione dell’ayahuasca, può dare effetti collaterali temporanei come vomito e diarrea, oltre all’aumento del ritmo cardiaco e della pressione sanguigna, che possono mettere a serio rischio chi soffre di disturbi cardiovascolari. Ci possono poi essere interazioni pericolose con farmaci come alcuni antidepressivi o per il controllo del Parkinson. Il consumo, è inoltre sconsigliato alle persone che soffrono di disturbi psichiatrici come la schizofrenia, questo perché gli effetti allucinogeni dell’ayahuasca potrebbero aggravarne i sintomi.