Il Consiglio dei ministri ha approvato dopo mesi di trattative la modifica dei decreti di sicurezza. Le due leggi riguardavano in particolare l’immigrazione, l’integrazione e l’ordine pubblico. Il nuovo decreto è composto da 12 articoli. E tra questi trova posto un cosiddetto “daspo” per la movida violenta, dal caso di Willy Monteiro Duarte, il 21enne pestato a morte nella notte tra il 5 e il 6 settembre a Colleferro.

LA NORMA – La misura contro la movida violenta innalza la multa da 309 a 2.000 euro e la reclusione – su qualcuno resta ferito o ucciso nella rissa – da un minimo di sei mesi a un massimo di sei anni (attualmente va da tre mesi a cinque anni). Il daspo consiste nel divieto di accesso ai locali di intrattenimento e ai pubblici esercizi per i protagonisti di disordini o atti violenza e a “soggetti che abbiano riportato una o più denunce o una condanna non definitiva, nel corso degli ultimi tre anni, relativamente alla vendita o cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope”.

IL MINISTRO – “Insieme al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese – ha annunciato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede – abbiamo elaborato un insieme di norme per dare più poteri al questore, anche sulla base della sola denuncia (ovviamente suffragata da elementi oggettivi). Tra questi, vi è il potere di vietare l’accesso ad un elenco di locali, da sei mesi a due anni: un vero e proprio DASPO per i violenti. Il divieto può essere imposto dal questore. Per chi violerà la norma è prevista la reclusione da sei mesi a due anni e una multa da 8.000 a 20.000 euro”.

Fra le norme del “decreto Sicurezza” è stato approvato ieri sera anche il c.d. “Daspo antirisse”.Io credo fermamente…

Pubblicato da Alfonso Bonafede su Martedì 6 ottobre 2020

“Io credo fermamente che l’unico atteggiamento possibile di fronte alle risse, che spesso sfociano in fatti gravissimi, e persino alla morte, sia quello della ‘tolleranza zero’ – ha continuato il ministro – Purtroppo ci sono tantissimi giovani che si trovano ad essere vittime incolpevoli di persone incivili e violente, persone che spesso sono già state denunciate e sono note alle forze dell’ordine. Persone che credono di poter sfogare violenza, rabbia e prevaricazione su chiunque e di poter calpestare il diritto di altre persone di divertirsi in maniera sana e pulita. La giustizia deve fare sempre il suo corso e le pene devono essere certe ma è necessario fare di tutto per prevenire questi episodi di violenza inaccettabile”.

WILLY – “La famiglia di Willy vuole una pena certa e giustizia – ha fatto sapere l’avvocato Domenico Marzi, legale della famiglia di Willy Monteiro Duarte, interpellato sull’ipotesi della nuova norma – Come avvocato non credo che legiferare in emergenza sia la cosa più saggia. Già adesso ci sono norme severe ma bisogna far sì che le pene siano espiate e abbiano funzione educativa. Bisognerebbe valutare perché episodi del genere si verificano e a chi sono ascrivibili, occorrerebbe una maggiore vigilanza ad esempio nelle palestre e nelle scuole, magari allungando la permanenza anche pomeridiana”.