Una nuova svolta per l’immigrazione: lunedì 5 ottobre il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto su sicurezza e immigrazione che archivia quelli emanati da Matteo Salvini. Niente più multe milionarie alle ong, ampliato invece il sistema di accoglienza con il regime di protezione speciale. Sulla scia del caso dell’omicidio di Willy arriva il Daspo urbano per tenera violenti e spacciatori lontani dai luoghi della movida.

Tra le novità le modifiche in materia di requisiti per il rilascio del permesso di soggiorno per esigenze di protezione del cittadino straniero, di limiti all’ingresso e transito di unità navali in acque territoriali italiane e di inapplicabilità della causa di non punibilità per “particolare tenuità del fatto” ad alcune fattispecie di reato.

In materia di condizione giuridica dello straniero, il provvedimento affronta il tema della convertibilità dei permessi di soggiorno rilasciati per altre ragioni in permessi di lavoro. Alle categorie già previste, si aggiungono quelle di protezione speciale, calamità, residenza elettiva, acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide, attività sportiva, lavoro di tipo artistico, motivi religiosi e assistenza ai minori.

Maggiori tutele anche per chi richiede protezione internazionale. La normativa vigente prescrive il divieto di espulsione e respingimento nel caso in cui il rimpatrio determini per l’interessato il rischio di tortura. Con il decreto, si aggiunge a questa ipotesi il rischio che lo straniero sia sottoposto a trattamenti inumani o degradanti e se ne vieta l’espulsione anche nei casi di rischio di violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare (in questi casi si prevede il rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale).

Il provvedimento riforma anche il sistema di accoglienza destinato ai richiedenti protezione internazionale e ai titolari di protezione, attraverso la creazione del nuovo “Sistema di accoglienza e integrazione” (simile a quelli che erano gli Sprar). Le attività di prima assistenza continueranno a essere svolte nei centri governativi ordinari e straordinari. Successivamente, il Sistema si articolerà in due livelli di prestazioni: il primo dedicato ai richiedenti protezione internazionale, il secondo a coloro che ne sono già titolari, con servizi aggiuntivi finalizzati all’integrazione.

Per i soccorsi sono eliminate le salatissime multe previste dai decreti Salvini. In caso ricorrano i motivi di ordine e sicurezza pubblica o di violazione delle norme sul traffico di migranti via mare, si prevede che il provvedimento di divieto sia adottato, su proposta del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro della difesa e con il Ministro delle infrastrutture, previa informazione al Presidente del Consiglio. Per le operazioni di soccorso, la disciplina di divieto non si applicherà nell’ipotesi in cui vi sia stata la comunicazione al centro di coordinamento e allo Stato di bandiera e siano rispettate le indicazioni della competente autorità per la ricerca ed il soccorso in mare.