L’intelligence statunitense lo aveva preannunciato e poi l’attentato si è realmente verificato all’aeroporto internazionale di Hamid Karzai di Kabul. Un’esplosione che ha provocato almeno 13 morti, poi spari sulla folla ed ancora una seconda deflagrazione, nessun italiano sembra essere rimasto coinvolto. Tra i molti feriti però ci sarebbero tre marines statunitensi, ma l’intelligence inglese ha smentito le agenzie tedesche che avevano confermato il ferimento di altri soldati britannici. L’attacco non è ancora stato rivendicato, ma tutto fa pensare gli esperti un coinvolgimento dell’ISKP, l’Islamic State della provincia afghana del Khorasan, conosciuto anche come Isis-K.

CHE COS’È L’ISIS K – Convinti che l’etnia Pashtun (gruppo etnico dell’Afganistan centro-meridionale) sia religiosamente impura e politicamente compromessa a causa del loro dialogo con gli americani a lungo presenti nella nazione, l’Isis K nasce tra il 2014 e il 2015 dalle defezioni di alcuni comandanti talebani che hanno deciso di giurare fedeltà all’Isis dopo la propaganda di Daesh nel territorio.

Nel 2014 i leader delle due organizzazioni jihadiste hanno giurato fedeltà ad Abu Bakr al-Baghdadi, capo dell’Isis fino al 2019. A gennaio 2015 il portavoce ufficiale di Daesh Abu Muhammad al-Adnani ha accettato l’affiliazione degli ex studenti coranici annunciando l’espansione del califfato dell’Isis alla provincia di Khorasan, regione storica che incorpora parti dell’Afghanistan e del Pakistan.

Da quel momento in poi l’Isis ha iniziato a reclutare in particolare tra i fondamentalisti fino a che nel giugno del 2015 i due gruppi jihadisti hanno cominciato a combattere per la guida e il controllo della guerra in Afghanistan, e l’Isis K è riuscita a conquistare altre province oltre il Kurashan anche grazie alla convergenza del Movimento islamico dell’Uzbekistan (Imu), che ad agosto di quell’anno ha promesso fedeltà all’Isis dichiarandosi membro del Wilayah Khorasan.

COSA VUOLE L’ISIS K – Secondo un report delle Nazioni Unite oggi l’Isis K conta tra 1.500 e 22mila militanti in Afghanistan. L’Isis K non crede in un’agenda politica perché convinta che solo Dio possa governare. Ma per loro un Emirato Islamico non è sufficiente e vogliono portare avanti una guerra permanente in nome della Sharia.

La più ferrea ortodossia della legge islamica è l’unica legge nei territori che controllano, trucidano civili sospettati di essere spie e usano violenza contro chiunque si metta sulla loro strada. Questo aspetto ancora più radicale e violento è quello che attrae i talebani più fondamentalisti. Anche se la forza numerica e il peso militare dei talebani è di gran lunga superiore a quella dell’Isis K, in questi anni hanno messo a segno diversi attacchi suicidi, incluso quello nella scuola femminile, in cui questa primavera sono morte 68 persone.

Riccardo Annibali