“Faremo in modo che ogni leader straniero possa discutere con Vladimir Putin di nient’altro che della liberazione di Alexei Navalny”. Lo ha dichiarato in un messaggio ai sostenitori Leonid Volkov, responsabile della rete regionale del Fondo Anti-Corruzione e portavoce del blogger e oppositore, esplicitando la strategia di sabotaggio in atto nei confronti del presidente russo Vladimir Putin. L’obiettivo è minare i suoi rapporti con gli altri paesi tenendo vivo il dibattito sull’incarcerazione di Navalny, per la quale l’occidente si è espresso compatto chiedendone la liberazione per via di una condanna ritenuta “motivata politicamente”.

“Vogliamo che il nostro grande geopolitico scappi dagli incontri internazionali ad alto livello come un cagnolino scappa dal suo padrone dopo aver fatto una birichinata”, è l’avvertimento di Volkov, che rivela anche di voler “aumentare la pressione” su Putin, organizzando ulteriori manifestazioni e sollecitando gli elettori al “voto intelligente” in vista delle elezioni di settembre, un meccanismo secondo cui si fanno convergere i voti verso il candidato alternativo che ha più possibilità di sconfiggere il presidente alle urne.

Annunciata anche la pubblicazione di “nuove indagini”, sulla scia di quella che riguardava la residenza principesca fatta costruire da Putin sulle sponde del Mar Nero. L’istituto demoscopico indipendente Levada in un sondaggio rileva che il 26% della popolazione adulta in Russia ha visto la video-inchiesta, ma che la maggior parte di loro non ha cambiato opinione circa il presidente dopo averne appreso il contenuto.

La leadership di Putin appare ancora salda e il suo portavoce, Dimitri Peskov, è tornato sui rapporti tra Russia e Unione europea, usciti deteriorati dopo la recente visita dell’Alto rappresentate comunitario Josep Borrell. “Restiamo interessati a restaurare i rapporti tra Mosca e Bruxelles – ha dichiarato Peskov – ma siamo contrari a reciproche interferenze e al ricorso a doppi standard”. Il riferimento è all’espulsione degli ambasciatori di Germania, Polonia e Svezia con l’accusa di aver partecipato alle manifestazioni di piazza contro la condanna di Navalny.

Intanto il Partito Libertario russo, che non è registrato, ha dichiarato l’intenzione di tenere una ulteriore manifestazione il prossimo 23 febbraio. Gli attivisti chiedono la liberazione dell’oppositore, l’annullamento della sospensione della pena del deputato comunale Yulia Galyamina, e sollecitano il rilascio di Azat Miftakhov, studente dell’Università Statale di Mosca condannato a sei anni in un penitenziario generale a gennaio.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.