Positiva al Covid-19, una bimba di 2 anni è morta la scorsa notte all’ospedale Bambino Gesù di Roma dove era arrivata nella mattinata di sabato 29 gennaio dalla Calabria. Una odissea, dovuta alla cronica insufficienza della sanità calabrese, finita poi nel drammatico epilogo delle scorse ore. Nella notte tra sabato e domenica la piccola, che si chiamava Ginevra, è peggiorata e per i medici non c’è stato nulla da fare. Troppo gravi i problemi respiratori dovuti a una polmonite.

Nei giorni scorsi la piccola, originaria di Mesoraca, comune in provincia di Crotone, era stata prima trasferita dall’ospedale della città calabrese al “Pugliese Ciaccio” di Catanzaro, poi in seguito all’aggravarsi delle condizioni di salute, è stato necessario il trasferimento a Roma con un aereo (C-130J) dell’Aeronautica militare. Per il trasporto sanitario di emergenza è stato necessario l’utilizzo del vettore della 46esima Brigata Aerea di Pisa, in grado di imbarcare l’ambulanza all’interno della quale ha viaggiato, monitorata ed assistita alla respirazione, la bimba, insieme ad un’equipe medica.

Dolore e sgomento nella comunità di Mesoraca, che si unisce al dolore dei genitori e dei familiari: “Da oggi in cielo c’è un angioletto in più” si legge nei gruppi social locali. “È un giorno triste, drammatico quello di oggi per la famiglia della piccola Ginevra e per l’intera comunità di Mesoraca. Due anni e tutta una vita davanti”.

“Covid malattia pediatrica”

Il Covid-19 sta diventando una ‘malattia pediatrica’, anche se la maggior parte dei piccoli pazienti colpiti dal virus non necessita del ricovero. A fine dicembre, a fare il punto sui contagi che riguardano i bambini e a lanciare l’allarme è stato Andrea Campana, responsabile del Centro Covid di Palidoro dell’ospedale Bambino Gesù, interpellato dall’agenzia di stampa LaPresse.

“Bimbi ricoverati sotto i 12 anni”

Il Centro Covid sta andando bene per quanto riguarda l’espressione della malattia, nel senso che la clinica sembra simile a quella osservata nei mesi scorsi, non c’è maggiore gravità” spiega il Dott. Campana. “In prevalenza i bambini ricoverati hanno meno di 12 anni, molti sono sotto i cinque perché non vaccinati. Leggendo i miei posti letto occupati in questo momento, il più grande ha 16 anni, ci sono due bambini di sei giorni e altri di mesi, la metà sono bambini sotto i tre mesi.

Nel reparto di Roma del Centro Covid, sottolinea, c’è un adolescente ricoverato in rianimazione, senza altre malattie. La vaccinazione si conferma l’unica arma a disposizione per proteggere non solo gli adulti, ma anche i più piccoli: l’invito quindi è quello di vaccinare, perché non bisogna sottovalutare la situazione. “Bisogna vaccinare i bambini per proteggere i bambini, non per proteggere gli adulti” sottolinea il primario. “I più piccoli hanno bisogno di essere protetti perché il Covid-19 sta diventando una malattia pediatrica, interessa un quarto della popolazione pediatrica, anche se la maggior parte dei contagiati non ha bisogno di essere ricoverato“.

In atto la ‘Fase 3’

Rispetto a marzo 2020, Andrea Campana segnala una ‘recrudescenza pediatrica’: la percentuale dei contagiati si attesta ora al 25% rispetto all’1% dell’anno scorso. “Dall’1 al 28 dicembre, sono stati 62 i bambini ricoverati, con 46 dimessi e 26 genitori risultati positivi. Al momento i ricoverati sono 16.” Ma c’è un aspetto positivo, nonostante i numeri in aumento. “La gravità non sembra essere importante, dobbiamo capire quanti hanno avuto la variante Omicron e capire se nel bambino oltre a essere più contagiosa ha un’espressione differente”.

Molti bimbi sono sintomatici ma vengono seguiti a casa, con una media di 2 ingressi al giorno. È però ancora presto, spiega, per capire quali saranno le conseguenze dei festeggiamenti per le festività natalizie e di Capodanno.

Le complicanze segnalate per i piccoli pazienti sono soprattutto “cardiache, grastrointestinale, polmonari, ematologiche, oltre alle convulsioni per febbre alta e persistente”.

Casi da mamme non vaccinate

La vaccinazione durante la gravidanza “non è mai partita come ci aspettavamo” evidenzia il responsabile del Centro Covid del Bambino Gesù. Di conseguenza, i bambini di pochi mesi positivi al virus Sars-Cov-2 arrivano proprio da mamme che non sono state vaccinate. “Eppure– aggiunge- ora sono tanti mesi che le indicazioni raccomandano il vaccino in gravidanza, più recente è quella che le raccomanda anche nei primi tre mesi.”

Ora è necessario capire quale sarà l’impatto delle varianti e in particolare della Omicron, che probabilmente prenderà il sopravvento sulla Delta: i dati saranno disponibili a breve. “Capiremo se sui bambini continuerà a essere una forma lieve o moderata di malattia” conclude il Dott. Campana.

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.