Non si tratta di nessuna seconda ondata: quella che stiamo vivendo è semplicemente la coda della prima. Una prosecuzione prevedibile, dice il professore Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova al Corriere del Mezzogiorno. “Nelle regioni del Sud, la Campania in particolare, avete dovuto fronteggiare la coda come se fosse stata la prima ondata che realmente vi riguardava. Va tenuto presente però che il numero dei contagi, sia pure oggi più alto rispetto al Nord, non è il solo elemento da considerare”.

E quali sarebbero questi elementi? I positivi non vanno confusi con i malati; gli ospedali si sono attrezzati e organizzati meglio per trattare qualsiasi tipo di caso; i decessi sono diminuiti drasticamente. È normale, spiega Bassettu, che il virus cominciasse a circolare al sud. “Con la riapertura delle regioni, le persone che lavorano al Nord sono rientrate a casa e poi le vacanze: gente che ha scelto non soltanto il Nord, ma Paesi esteri dove i numeri dei contagi era ed è alto e dove non c’erano misure di prevenzione. Bene, anzi ottimo lo screening che la Campania sta effettuando, non altrettanto il clima di spettacolarizzazione o di terrorismo psicologico cui assistiamo per la verità in tutta Italia. Il virus non è stato sconfitto, ma rispetto a qualche mese fa sappiamo come trattarlo”.

IMMUNITA’ – Per Bassetti il Nord Italia si è garantito una sorta di immunità, anche se diversi casi in tutto il mondo hanno dimostrato come sia possibile contagiarsi una seconda volta. “Sono del parere che chi si è riammalato non si fosse mai negativizzato completamente. O comunque oggi è debolmente positivo, l’esito dei tamponi andrebbe letto molto attentamente. Non basta dire: positivo o negativo, l’importanza della carica virale è fondamentale. E in questo momento i numeri ci dicono che il 70% dei contagiati è asintomatico o comunque con sintomi lievi”. Mentre gli studiosi indagano sulla mutazione del virus o sulla necessità di accorciare la quarantena, Bassetti ribadisce l’importanza di rispettare le solite norme: distanziamento fisico, mascherina, lavare spesso le mani.

Redazione