Sconfitto alle elezioni, sotto impeachment per la seconda volta e ora anche di fronte a una forte svalutazione patrimoniale. La caduta di Donald Trump prosegue in picchiata dopo il suo ritiro nel quartier generale di West Palm Beach in Florida: secondo quanto riportato dal Business Insider, le proprietà gestite dalla Trump Organization a New York hanno visto il loro valore crollare del 21% rispetto al 2016, prima che il tycoon diventasse presidente.

Secondo un rapporto di UrbanDigs, società americana di dati immobiliari, il prezzo medio per “square feet” (0,092903 metri quadrati) degli edifici dell’ex leader era 2.065 dollari. Nel 2017, dopo l’elezione, quella cifra è scesa a 1.903 dollari, e nel 2020 ha toccato il minimo di 1.619 dollari. Un declino costante. E non va meglio in Florida, dove l’unità condominiale a doppia torre nota più comunemente come Trump Plaza ha votato per rimuovere il nome del tycoon dalla proprietà. Decisione presa dopo l’assalto al Congresso dello scorso 6 gennaio.

Tra gli edifici analizzati da UrbanDigs spicca la Trump Tower, la torre dorata al 721-725 della Fifth Avenue di New York, che include diverse attività commerciali oltre alla gran parte degli uffici di Trump. I suoi altri edifici residenziali nella Mela includono il Trump International Hotel di Columbus Circle, due parchi a Central Park South, il Trump Park Avenue al 502 di Park Avenue e il Trump Palace al 200 East nella 69esima strada.

Il broker immobiliare Mark Cohen, residente nella Trump Tower, ha riferito che nelle settimane prima dell’insurrezione di Capitol Hill aveva ricevuto alcune richieste telefoniche da potenziali acquirenti sugli appartamenti a marchio Trump che rappresentava, che però si erano tirati indietro man mano che le tensioni salivano. La loro speranza era che i tumulti facessero calare il valore catastale, così da acquistare un appartamento di lusso a prezzo scontato. “Se dovessi scegliere di commercializzare un nuovo progetto – ha dichiarato – non sceglierei il nome di Trump, che è piuttosto radioattivo in questo momento”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.