“Oggi sono due mesi che mio figlio Dario non è più con la sua mamma, con i suoi fratelli, con me. Due mesi che non riusciamo a seppellirlo: Ama non dà tempi di sepoltura degni di una città civile. Anzi, non dà alcun tempo. La tua vergogna non sarà mai abbastanza grande”. È un messaggio di ‘liberazione’, uno sfogo in piena regola quello comparso questa mattina sul profilo Twitter di Andrea Romano, deputato del Partito Democratico, che lancia un pesante atto di accusa all’amministrazione romana di Virginia Raggi.

Un attacco che nasce da un profondo dolore personale, quello della scomparsa del figlio del deputato Dem, Dario, 24 anni, affetto da una grave malattia dalla nascita che lo ha portato via all’affetto di amici e genitori il 22 febbraio scorso.

Da tempo ormai Roma è alle prese con una gestione una gestione disastrosa delle tumulazioni. Sono circa 2mila i feretri in attesa nella Capitale, e a pioggia i problemi stanno ricadendo anche sulle agenzie funebri.

Nei giorni scorsi aveva fatto scalpore il gesto di protesta di Oberdan Zuccaroli, imprenditore nel settore della cartellonistica, che aveva tappezzato la Capitale con 250 manifesti con su scritto: “Scusa mamma, se non riesco ancora a farti tumulare”. La donna era morto lo scorso 8 marzo non è stata ancora seppellita. Zuccaroli non aveva potuto vedere la madre prima che morisse. Ernesta Magri, 85 anni, era stata ricoverata per tre settimane. L’8 marzo è morta in ospedale a causa di un infarto. inizio gennaio era morta anche una zia, di 90 anni, Marilena Zuccaroli, dell’uomo. I loro corpi sono al deposito del cimitero Flaminio-Prima Porta.

Per ora quindi le bare sono accatastate nei depositi del cimitero Flaminio a Roma Nord, dato che i forni crematori non bastano per fare fronte al flusso.

Vicenda confermata dallo stesso Romano al Corriere della Sera: “Quale mancanza più grave possono avere un sindaco e un’amministrazione locale? Non riescono nemmeno a permettere alle famiglie di seppellire i propri cari. Le cose stanno esattamente così. Non si tratta di chiedere un favore o un privilegio. Questo è uno strazio. Non voglio strumentalizzare questa vicenda a fini politici, ma la sindaca di Roma Virginia Raggi deve chiedere scusa per tutto questo, sarebbe già un inizio”.

LA RISPOSTA DI AMA E RAGGI – Polemiche che non sono cessate, anzi, per la risposta dell’Ama al tweet di Romano. Pur dicendosi “vicina alla famiglia Romano e a tutte le famiglie che in questo periodo hanno perso un proprio parente, un proprio caro”, l’azienda municipalizzata ha sottolineato che il figlio del deputato Dem è stato cremato il 15 marzo scorso con autorizzazione pervenuta ad Ama il 9 marzo. La salma era giunta al cimitero di Prima Porta il 23 febbraio e la domanda, a cura dell’agenzia funebre incaricata dalla famiglia, è stata presentata entro 5 giorni dal decesso”.

L’azienda ha quindi ricordato che “la circolare 818 dell’11 gennaio 2021 del Ministero della Salute” dispone che in questa fase emergenziale “venga data la priorità alle prime sepolture rinviando operazioni cimiteriali non urgenti” e che quest’ultime saranno riprese “a partire da maggio”.

Tirata in ballo da Andrea Romano, anche la sindaca di Roma Virginia Raggi ha definito “ingiustificabile” quanto accaduto al deputato del PD e alla sua famiglia. Il primo cittadino del Movimento 5 Stelle si detto “vicino a tutti loro, posso solo immaginare lo strazio e il terribile dolore che stanno vivendo”. Per fare fronte all’emergenza Raggi ha aggiunto inoltre di aver convocato Ama “che mi ha assicurato di stare lavorando a una soluzione per dare risposte ai cittadini in questo momento di emergenza coronavirus”.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.