L'effetto boomerang
Dal caso Minetti al ruolo di Lavitola, i moralizzatori moralizzati: che lezione per Travaglio e Ranucci
Tempi difficili per i moralisti dell’informazione. Dopo aver parlato, giudicato e spesso sparlato degli altri, questa volta sono loro a finire sotto i riflettori. Per anni hanno costruito inchieste che, più che limitarsi a raccontare i fatti, hanno spesso avuto una forte componente di delegittimazione personale. Talvolta le ricostruzioni giornalistiche sono risultate persino più severe delle stesse inchieste giudiziarie, perché alle carte processuali si sono aggiunte interpretazioni, insinuazioni e giudizi che hanno inciso profondamente sulla reputazione delle persone coinvolte.
Negli ultimi mesi, però, qualcosa sembra essersi incrinato. Il caso Minetti è emblematico. La concessione della grazia presidenziale è il risultato di un procedimento complesso, nel quale intervengono verifiche e valutazioni di diversi livelli istituzionali. La Procura generale di Milano ha illustrato pubblicamente il percorso seguito e le ragioni della propria decisione con una ricostruzione dettagliata. Eppure Il Fatto Quotidiano, sostenendo una versione opposta, è arrivato a ventilare perfino una querela nei confronti della Procura qualora non fossero arrivate delle scuse.
Diverso, ma non meno significativo, è il caso che coinvolge Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola. Le ipotesi investigative dovranno essere verificate fino in fondo e sarà la Procura di Roma ad accertare eventuali responsabilità. Proprio per questo è opportuno evitare processi mediatici anticipati. Le ricostruzioni circolate finora appaiono controverse, e sarà soltanto l’esito dell’inchiesta a consentire un giudizio definitivo. In uno Stato di diritto non possono essere i sospetti o le suggestioni a sostituire le prove.
La vera lezione di queste vicende è un’altra. Chi ha costruito la propria autorevolezza sulla pretesa di distribuire pagelle morali dovrebbe ricordare che la morale, quando viene usata come arma politica o giornalistica, può trasformarsi facilmente in un boomerang. Vale per tutti, senza eccezioni.
© Riproduzione riservata






