Sapete qual è il colmo per i napoletani? Rimanere a piedi mentre il sindaco s’illude di migliorare i trasporti attivando 900 monopattini elettrici e il presidente della Regione annuncia la realizzazione di due funivie per veder funzionare le quali potrebbero servire decenni. Eccolo, il triste destino di chi vive e lavora nella città immobile, dove i pullman perdono pezzi, le funicolari restano ferme un giorno sì e l’altro pure e per prendere il tram si può essere costretti ad attendere più di un’ora. Sulla mobilità si consuma l’ultimo incidente tra Luigi de Magistris e Vincenzo De Luca.

E a provocarlo è proprio il primo cittadino partenopeo nel commentare le 10+1 proposte per Napoli lanciate dal governatore: «Dopo cinque anni mi sarei aspettato qualcosa di meglio da De Luca – osserva de Magistris – al di là del rendiconto che avrebbe dovuto fare e che non ha fatto perché così avrebbe certificato quanto se n’è fregato di Napoli». Il sindaco arancione va oltre, bollando i progetti del governatore come «poca roba» salvo poi intestarsi la riqualificazione di piazza Garibaldi e l’idea della funivia che dovrebbe collegare il Museo archeologico alla Reggia di Capodimonte. Certo, le proposte di De Luca, come ho già avuto modo di sottolineare, sembrano tratte da vecchi libri dei sogni e, in alcuni casi, prive di qualsiasi respiro metropolitano.

Sul Corriere del Mezzogiorno di ieri persino Umberto de Gregorio, numero uno dell’Eav e da sempre vicino al governatore, ha chiarito come le 10+1 proposte non debbano essere considerate come un programma per Napoli perché non affrontano questioni strategiche come la gestione del disavanzo, la riqualificazione di Bagnoli e il futuro del centro storico. Quelle idee, però, indicano una prospettiva e, come ha ricordato lo stesso de Gregorio, rappresentano una scommessa, cioè l’impegno a realizzare qualcosa di cui si parla da decenni ma che non viene mai concretizzato. Per de Magistris, dicevo, le 10+1 proposte di De Luca sono «poca roba». A questo punto la domanda sorge spontanea: quali sono i progetti avviati e possibilmente realizzati dal sindaco nei suoi quasi dieci anni alla guida del Comune? Volendo rimanere in tema di trasporti, mentre De Luca sogna funivie e funicolari, de Magistris assiste al tracollo della mobilità cittadina. La qualità del servizio è pessima, come recentemente riconosciuto dallo stesso sindaco in un’intervista a Repubblica.

In quella stessa circostanza Dema ha annunciato un piano per migliorare i servizi e presentare con un bilancio soddisfacente al termine del suo doppio mandato. Allo stato attuale, però, del piano non c’è traccia e il primo cittadino non ha saputo fare di meglio che inaugurare 900 monopattini elettrici che rappresentano un’opportunità per chi si muove in città, ma che certamente non risolvono il problema dei trasporti a Napoli. Tra le funivie di De Luca e i monopattini di Dema, dunque, c’è una terza via?

Perché è questo il punto: mentre l’uno rispolvera progetti ambiziosi ma di difficile realizzazione e il secondo esalta un’iniziativa che probabilmente non risolverà il nodo dei trasporti, che ne sarà dei napoletani?  Che cosa si ha intenzione di fare per migliorare da subito la qualità della vita di chi risiede o lavora in città? Qualcuno ha un progetto serio, credibile, possibilmente realizzabile in tempi rapidi per salvare la capitale del Mezzogiorno? È su questo che devono concentrarsi il dibattito dell’opinione pubblica e l’impegno della politica. Altrimenti i napoletani sono davvero destinati a rimanere a piedi.