La campagna elettorale per la Regione? Ormai è superata. Almeno questa è l’impressione che Vincenzo De Luca ha offerto ieri, quando ha presentato le sue 10+1 idee per Napoli. Tutti i sondaggi, d’altra parte, lo danno in netto vantaggio sui principali sfidanti, cioè Stefano Caldoro per il centrodestra e Valeria Ciarambino per il Movimento 5 Stelle. E così il governatore uscente, ormai certo della conferma alla guida di Palazzo Santa Lucia, ha aperto la campagna elettorale per il Comune in vista della prossima primavera, quando i napoletani dovranno eleggere il successore del sindaco Luigi de Magistris.

La mossa di De Luca è quella del politico di razza. Il presidente della Regione ha ipotizzato, per Napoli, dieci grandi opere: il lungomare orientale nella zona di San Giovanni a Teduccio, la riqualificazione dell’area di Piazza Garibaldi con la realizzazione di un parco, l’azienda unica dei trasporti pubblici, Napoli città verde con la cura dei parchi pubblici, un polo audiovisivo nell’ex base Nato, la realizzazione di residenze universitarie a Casa Miranda, la ristrutturazione dell’ospedale degli Incurabili, la funicolare del Vesuvio, la funivia dei musei dal Mann a Capodimonte, la casa dell’architettura a Palazzo Penne, il polo tecnologico per lo sviluppo sostenibile nell’ex Manifattura Tabacchi. In questo modo De Luca ha preso in contropiede tutti. A cominciare proprio da de Magistris che nelle scorse settimane, in un’intervista a Repubblica, ha annunciato la presentazione di un piano per migliorare la qualità dei servizi in questi ultimi mesi del suo secondo mandato da sindaco.

A distanza di giorni, però, di quella strategia non si ha ancora alcuna notizia: un vuoto che De Luca, proponendo le sue idee per Napoli, ha ulteriormente evidenziato. La fuga in avanti del governatore, però, non rappresenta un motivo di imbarazzo per il solo de Magistris. De Luca ha colto di sorpresa anche il centrodestra napoletano, impalpabile in Consiglio comunale e anzi pronto a lanciare un salvagente al sindaco proprio quando quest’ultimo rischiava di non ottenere l’approvazione del (disastroso) rendiconto del 2019 e quindi di affondare. Il presidente della Regione ha spiazzato, infine, anche il suo stesso partito, quel Pd che a luglio ha tenuto la conferenza programmatica a Napoli ma che non sembra essere riuscito a far passare una sola delle idee emerse dal confronto tra gli iscritti. Annunciando il suo programma per Napoli, insomma, De Luca ha fatto capire di essere pronto a scegliere il candidato del centrosinistra per Palazzo San Giacomo. Chi potrebbe essere?

Magari Lucia Fortini, assessore regionale uscente e ora candidata al Consiglio campano nella lista De Luca Presidente: un riscontro positivo in termini di voti, insieme con la conferma dell’ex sindaco di Salerno alla guida di Palazzo Santa Lucia, la collocherebbe in pole position nella successione a de Magistris. Se si analizza il merito delle proposte di De Luca, però, bisogna ammettere che di nuovo non c’è molto. Si tratta di idee suggestive, talvolta ripescate da vecchi libri dei sogni o da dibattiti pubblici ormai archiviati, come nel caso della funivia dei musei. Eccezion fatta per la funicolare del Vesuvio, al piano di De Luca sembra mancare un respiro metropolitano. E altrettanto evidente è l’assenza di qualsiasi riferimento a progetti strategici per lo sviluppo di Napoli e della Campania, prima fra tutti la riqualificazione dell’ex Italsider di Bagnoli. Al netto delle valutazioni di merito, però, queste idee catalizzeranno il dibattito pubblico per diversi mesi. Per la gioia di De Luca, pronto a vincere anche la partita per il Comune, e con buona pace dei suoi avversari.