A tre giorni dalla campanella d’inizio delle lezioni scolastiche non accennano a placarsi le polemiche che vedono protagonista il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. Dopo sindacati dei docenti e personale Ata, gli studenti in piazza, il terzo fronte vede protagonisti i presidenti di Regione.

L’ultimo scontro arriva a seguito dell’ordinanza della Regione Piemonte emessa pochi giorni fa da Alberto Cirio, che obbliga le scuole a verificare la temperatura degli studenti all’ingresso degli istituti, l’esatto contrario di quanto previsto dal Miur che prevede la misurazione a casa.

Sulla vicenda è intervenuta questa mattina il ministro da Biella: “Ne abbiamo parlato, il ministero della Salute potrebbe impugnare l’ordinanza. Non lo escludo, si deciderà nelle prossime ore”. “A fine giugno – spiega la ministra – abbiamo approvato le linee guida insieme a tutte le Regioni, Piemonte compreso. Il Cts ha detto chiaramente che la misurazione della temperatura va fatta a casa, anche per evitare che se ci fossero studenti già contagiati vadano sugli autobus e contagino altri. Queste sono le regole nazionali. Credo non si possa a 4 giorni dalla riapertura delle scuole cambiare le regole come se fosse un gioco. Credo ci voglia rispetto nei confronti delle famiglie e dei dirigenti scolastici. Rispetto e fiducia”.

Ma a rischiare lo scontro istituzionale è anche la Regione Campania guidata da Vincenzo De Luca. Il governatore Dem, che cerca la riconferma alle prossime elezioni del 20 e 21 settembre, aveva preso una decisione simile già diverse settimane fa, mentre lo scorso 7 settembre era partita anche la manifestazione di interesse della Regione per l’acquisto dei termoscanner che saranno in dotazione alle scuole per la misurazione della temperatura agli studenti.

 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia