L’ultimo bollettino del coronavirus ha fatto contare in tutta Italia quasi mille nuovi contagi. E ci hanno messo poco a ripartire le minacce e le polemiche tra governatori. “Chiudo”, “anzi no”, “chiudo anche io”, “resta tutto aperto”.

Il primo a ventilare l’opportunità di chiudere la propria Regione, qualora i contagi dovessero continuare ad aumentare in maniera preoccupante, è stato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca: “L’operazione di controllo e di filtro per i rientri dall’estero sta procedendo bene. Sono iniziati i controlli anche a Capodichino. Questo lavoro continuerà in maniera intensa per tutto il mese di agosto”. ha detto su Facebook. E poi ha aggiunto: “Nelle regioni del Nord il numero maggiore dei rientri si avrà proprio entro fine mese: numeri di contagi alla mano, se avremo dati preoccupanti, chiederemo al Governo di ripristinare la limitazione della mobilità interregionale. E lo faremo con grande determinazione”.

Le risposte sono arrivate dal Metting di Rimini. E soprattutto dal Presidente emiliano Stefano Bonaccini. Anche in termini piuttosto duri, considerando il fatto che entrambi i governatori appartengono allo stesso Partito Democratico. Sulla possibilità di chiudere le Regioni Bonaccini ha risposto: “In questo momento mi pare di no. Dopodiché si segue sempre l’evoluzione del virus e poi si discute tra Regioni e Governo. Bisogna sempre tenere monitorata la situazione perché quelli che parlano il giorno dopo mi hanno sempre fatto abbastanza pena”.

Acqua sul fuoco anche da parte del Presidente veneto Luca Zaia: “Noi abbiamo fatto 1,4 milioni di tamponi,  siamo i leader dei tamponi a livello mondiale. Se fai i tamponi trovi  i contagi. In Veneto la situazione è sotto controllo. Al momento ci  sono in tutto il Veneto 6 persone in terapia intensiva, 118 ricoverate in ospedale”. Il governatore leghista è intervenuto anche lui durante il meeting di Rimini: “Non si può dare del Veneto l’idea del lazzaretto. Siamo  comunque pronti a usare l’artiglieria pesante. Ma finiamola con il  dire che siamo pieni di contagi. Ieri abbiamo avuto 35 ragazzi tornati positivo dalla Croazia. Il 93% dei nostri positivi non hanno sintomi,  altro aspetto che non si sottolinea mai”.

Redazione