Primo viaggio all’estero per il premier italiano Mario Draghi che oggi, martedì 6 aprile, sarà a Tripoli, in Libia, con l’obiettivo di riaffermare la leadership italiana oscurata negli ultimi anni dal ruolo di Turchia e Russia e da quello storico della Francia. Draghi sarà accompagnato dal ministero degli Esteri Luigi Di Maio, con il governo di unità nazionale guidato da Abdulhamid Dabaiba saranno diversi i tempi al centro dell’incontro.

Dalla lotta alle migrazioni illegali alla pace nel Paese passando alle forniture di gas attraverso la condotta Greenstream e alla ricostruzione delle infrastrutture libiche, fino al rilancio delle commesse interrotte dopo il 2011. La Libia, infatti, è tornata a rimettersi in corsa in vista delle elezioni politiche in programma il prossimo dicembre. Ha un primo ministro riconosciuto in Tripolitania e Cirenaica.

L’Italia sarebbe pronta a riaprire il consolato a Bengasi, la cui attività sono sospesa da tempo, ma anche a blindare il ruolo di Eni in Libia. Secondo quanto riferisce “Agenzia Nova”, la diplomazia economica italiana sta lavorando con discrezione a un accordo tra Italia e Libia per la transizione energetica, con l’obiettivo di portare il Paese membro del cartello petrolifero Opec in una dimensione completamente nuova del settore energico.

Altro obiettivo è quello di riaprire quanto prima l’aeroporto di Tripoli, devastato da due guerre (2014 e 2019-20). L’Italia sta aiutando la Libia (con il consorzio Aeneas) nei lavori di ricostruzione dello scalo internazionale con l’obiettivo di riprendere nel giro di un anno i collegamenti aerei con il resto del mondo. Attualmente, infatti, i voli di linea in Libia possono volare al massimo verso Turchia, Tunisia, Egitto, Giordania e Sudan tramite gli aeroporti di Mitiga, a est di Tripoli, e Benina, nella città di Bengasi.

 

Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.