Uno dei funzionari pubblici più apprezzati d’Italia e tra i leader maggiormente acclamati per le sue azioni decisive durante la crisi del debito della zona euro. Il Financial Times non ha dubbi sull’autorevolezza della scelta del presidente della Repubblica Sergio Mattarella di convocare al Quirinale Mario Draghi, ex presidente della Bce, per cercare di formare un nuovo governo. “Se riuscirà a mettere insieme un esecutivo di unità nazionale – scrive il quotidiano britannico – diventerà primo ministro in un momento in cui l’Italia affronta la più grande crisi economica dalla seconda guerra mondiale”.

L’uomo giusto al momento giusto, quello che col suo “whatever it takes” ha gestito la crisi dell’euro nel 2012 e che oggi pare il più indicato per elaborare i delicati piani di spesa degli oltre 200 miliardi di euro in arrivo dall’Unione europea per riparare ai danni della pandemia.

La sua nomina “sarà accolta con favore dai mercati”, scrive l’agenzia americana Bloomberg, e “metterà fine agli intrighi politici che hanno lasciato il Paese senza un governo e ostacolato il processo decisionale”. Anche perché si tratta di “una delle poche figure che riscuote un consenso unanime tra i partiti politici – come scrive in Spagna El Pais – anche a destra, dove in altre occasioni hanno detto di essere disposti ad appoggiare un governo guidato dall’ex banchiere”.

Sostenitore dichiarato dell’Unione europea, come specifica il New York Times che parla di una scelta “che farà la gioia degli europeisti”. Tagesschau, il principale notiziario di Das Erste, primo canale televisivo dell’emittente tedesca Ard, racconta quella che definisce “una svolta” dopo che “per mesi mesi l’ex presidente della Bce era considerato un possibile candidato in Italia, nonostante fosse sempre rimasto in silenzio e non avesse mai fatto cenno ad alcuna ambizione politica”.

Per il quotidiano Bild “salverà l’Italia”, mentre in Francia Le Monde scrive di lui come “un uomo noto per la sua discrezione, per la sua serietà e la sua determinazione”. L’interrogativo finale lo pone il Wall Street Journal direttamente dagli Stati Uniti: “Mario Draghi salvò l’euro, riuscirà a salvare l’Italia dalla confusione politica?”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.