Conte si è dimesso, a Base non era mai piaciuto troppo. Cosa rimprovera al governo uscente? 

Base non segue mai i personalismi della politica, stiamo e staremo sul merito con qualsiasi Governo. Dq questo punto di vista, a discontinuità con la prima versione, il Conte1 non è stata così marcata, non solo su immigrazione e giustizia ma soprattutto su industria e lavoro. Il ricorso a Welfare elettorale, coprendo le risorse con il denaro delle future generazioni è inaccettabile. Sul Pnrr, la bozza prima del 21 dicembre era impresentabile. Quella di oggi, per essere costruttivi, ha ampi margini di miglioramento. I 209 miliardi arrivano solo dopo la verifica dell’impatto sulle varie missioni elencati. In molti casi mancano le missioni. Le riforme di Giustizia, Pubblica Amministrazione, Fisco, Semplificazioni, Digitale e Concorrenza non sono neanche tratteggiate. E sono la precondizione, come dico sempre per non continuare a versare liquido prezioso in un catino bucato.

Gli scenari della crisi sono aperti, ma secondo lei quale può essere una evoluzione probabile? 

Mi pare che gli scenari possibili, al momento siano molteplici. A parte le personalizzazioni, il Governo non ha retto sulla gestione della pandemia e ha dato prova di non farcela a costruire un piano credibile sul Next Generation Eu. Sul lavoro il programma è debole. Su giovani e donne hanno usato il correttore di Word aggiungendo riferimenti a giovani e donne che non vanno oltre i titoli. Non capisco perché non siano partiti dal Piano Colao, il piano era avanzato ma evidentemente ha pesato di più la mancata firma della consigliera economica di Conte, Mariana Mazzucato che lo ha bollato come “ultraliberista”. In un paese che ha più di 800 miliardi di spesa corrente su poco oltre 1700 miliardi di Pil. 

Nelle parole di Gentiloni e di Mattarella ricorre l’identikit di una maggioranza coesa, solida e europeista. “Ursula”, con dentro Calenda, Più Europa, Forza Italia? 

Noi avevamo proposto un Governo di Unità Nazionale. Con le migliori personalità, bisogna lavorare nella stessa direzione e anche l’opposizione deve dare prova di capacità di proposta. Salvini e Meloni devono sforzarsi abbandonare la sloganistica e dire agli italiani cosa avrebbero fatto loro, a dire cosa non va è troppo semplice. Con un Governo che fa aspettare il Quirinale per fare un video per i social, evidenzia, ma non ce ne era bisogno un’inclinazione alla propaganda che supera la sostanza. L’opposizione anche su questo deve rappresentare un’alternativa. La maggioranza Ursula, in subordine, può essere la soluzione. Chi insiste su veti o imposizioni ha fatto più conferenze stampa che mediazioni ed è parte del problema non della soluzione. E’ il momento di dare disponibilità anche a fare qualche passo indietro. E’ un segno di forza e di senso dello Stato.

“Conte imprescindibile”, twittano in coro Pd e M5S. Ma non è così, era garante per un patto transitorio due volte superato. Per aprire una fase nuova, per lei, ci vuole un premier nuovo?

Mi auguri che i tweet del Pd siano le difese di rito per non scontentare il partito più forte in parlamento e nella coalizione di Governo. In realtà, personalmente, ho sollecitato un ruolo più forte del Pd e di Nicola Zingaretti ad uscire dal guado. Lo schema M5S-Conte come loro leader è tutto a spese del Pd nel medio periodo. Non solo, la popolarità del Governo e di Conte stanno scendendo, dire: “o Conte o muerte” non va bene neanche ai 5S. Gli unici a cui va bene sono gli strateghi di bassa cucina che non hanno un orizzonte oltre il 2023 e che in tanto sfornano nomine a tutto spiano.

Può essere questa crisi l’occasione per ritrovare una passione civica per la politica, dopo anni di schiacciamento populista? Qual è il senso della vostra scommessa con Base Italia? 

Base è proprio questo, lievito di partecipazione e integrazione delle energie migliori della politica, del sociale, dei mondi vitali dell’Italia a prescindere. Siamo per questo una start-up civica, officina di integrazione di idee e di pacificazione degli italiani con la politica e l’impegno civile.

 

Europa, riforme di sistema, investimenti: mi dice quali sarebbero le priorità che indichereste al nascituro governo?

Primo fare le riforme suddette, i soldi sono buttati senza riforme. Per fare riforme serve un governo forte che scontenti l’italietta dei veti e dei particolarismi corporativi. Pensate solo a due delle riforme necessarie: Pubblico Impiego e Giustizia, ascoltare è utile ma accogliere tutti i veti delle varie corporazioni ha lasciato quei due ambiti all’inizio del secolo scorso.

Carlo Cottarelli è tra i nomi più autorevoli che si stanno facendo. Insieme a Mario Draghi e Marta Cartabia: persone giuste per togliere le castagne dal fuoco. Vi siete parlati? Il programma di Cottarelli è quello di Base Italia?

Sono 3 personalità di grande prestigio. Cottarelli come tutte le persone che hanno aderito a Base sono personalità indipendenti che trovano in Base uno spazio generativo dove confrontarsi e far ripartire l’iniziativa. Cottarelli sarebbe un ottimo premier. Se serve discontinuità vera: Marta Cartabia Premier, Mario Draghi Vice Premier e Ministro per il Recovery Fund e Carlo Cottarelli Vice Premier e Ministro per le Riforme.  Se poi ci sarà il Conte ter, con il reingresso di Iv, il catenaccio e la palla in Tribuna, ricordo a tutti che queste cose si fanno quando si è in vantaggio, mi pare che per numero di morti, ritardi del piano vaccinale, perdita di posti di lavoro e previsioni del Pil, che non solo non siamo in vantaggio, ma siamo tra i paesi più in difficoltà del nostro continente e servirebbe un Governo all’altezza della necessità del riscatto che l’Italia merita.

Romano e romanista, sociolinguista, ricercatore, è giornalista dal 2005 e collabora con il Riformista per la politica, la giustizia, le interviste e le inchieste.