È “un esempio per tutti” Liliana Segre. Non soltanto per la sua testimonianza, scampata all’Olocausto, sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz, ma anche per aver prestato il suo volto alla campagna vaccinale contro il coronavirus. La senatrice a vita si è sottoposta ieri alla somministrazione, al Fatebenefratelli Oftalmico di Milano, tra i primi over 80. Neanche in questo caso sono mancati gli hater che sono arrivati a insultare, ad augurare il male, a Segre.

Che fosse un esempio lo aveva dichiarato Roberto Speranza, il ministro della Salute. E invece c’è chi ha pensato bene di riversare odio e rabbia sulla senatrice 90enne anche in questa occasione. Segre è obiettivo tra i preferiti degli haters, prevalentemente quelli di estrema destra, sui social. A seguito delle numerose minacce le venne affidata una scorta, due carabinieri, nel novembre 2019.

Chi la chiama “ladra”, chi le augura la morte, chi fa ironia sulla deportazione, chi parla di “spogliarello buonista”, e altri insulti vergognosi e indicibili. A difesa della senatrice sono intervenuti tra gli altri Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie – “È intollerabile l’odio, anche a sfondo antisemita, che si sta scatenando dopo la notizia della vaccinazione della senatrice a vita Liliana Segre. L’ignoranza e il fanatismo vanno condannati con determinazione, i violenti denunciati e isolati. Esprimo sincera solidarietà e vicinanza” – e il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti“Solidarietà ad una donna splendida che in un momento così delicato per il proprio Paese, riesce a essere un esempio positivo. Grazie Liliana Segre, siamo tutti con lei”.

La senatrice, vaccinandosi, ha lanciato un appello soprattutto alle persone della sua generazione: “Penso che chi si rifiuti di fare il vaccino sia purtroppo pauroso o non abbastanza informato. Quindi da nonna novantenne dico ai miei `fratelli´ e alle mie `sorelle´, che arrivano a questa età, di non avere paura e di fare il vaccino. Non ho paura del vaccino, ho paura della malattia”.