Si terrà oggi pomeriggio al Mise l’atteso faccia a faccia tra sindacati e ArcelorMittal, la multinazionale franco-indiana dell’acciaio che a distanza di un anno dal contratto di aggiudicazione dell’Ilva dall’amministrazione straordinaria ha annunciato il passo indietro dal gruppo. All’incontro sarà presente anche il ministro dello Sviluppo Economico, il grillino Stefano Patuanelli.

LO STOP DEGLI ALTIFORNI – Ieri la multinazionale dell’acciaio aveva già riferito l’intenzione di fermare gli altiforni entro gennaio, con un piano che prevede la fermata dell’Afo2 il 12 dicembre, Afo4 il 30 dicembre e Afo1 il 15 gennaio, mentre verrà chiuso il treno a caldo tra il 26 e il 28 novembre per mancanza di ordini. Proprio la fermata della produzione così netta, che bloccherà più di mezzo stabilimento, determinerà anche degli esuberi. Nell’incontro di oggi al Mise ArcelorMittal dovrebbe rivelare a governo e sindacati i numeri che tutti temono.

LA BATTAGLIA LEGALE – Ancora ferma invece la battaglia legale contro il colosso proprietario dell’ex Ilva. L’amministrazione straordinaria non ha ancora intrapreso l’iniziativa per il ricorso cautelare urgente in base all’articolo 700 del codice di procedura civile per stoppare la multinazionale. Ilva giudica infatti infondato il recesso di ArcelorMittal, ma il ricorso non è stato ancora depositato al Tribunale di Milano, dove invece i franco-indiani hanno già depositato l’atto con il quale si chiede ai magistrati meneghini di dichiarare la validità delle ragioni del recesso prospettate dalla multinazionale.

LA LETTERA DI ARCELOR – In una missiva inviata al ministero dell’Interno, Ambiente, Regione Puglia e Prefettura e Comune di Taranto, l’Arcelor Mittal comunica che “saranno avviate le attività finalizzate all’ordinata e graduale sospensione dell’esercizio dello stabilimento siderurgico di Taranto operate con modalità atte a preservare la integrità degli impianti in pendenza della retrocessione dei rami d’azienda”. Continua affermando che “in considerazione della connessione tecnica esistente tra lo stabilimento siderurgico di Taranto e la centrale elettrica di ArcelorMittal Italy Energy, alimentata a gas siderurgici, le attività di sospensione impatteranno, inevitabilmente, anche sulle attività della centrale, che dovranno essere in parte sospese. Le operazioni tecniche necessarie alla sospensione potrebbero comportare fasi transitorie con possibili emissioni visibili e possibile accensione delle torce dello stabilimento siderurgico”. Inoltre l’azienda nella lettera riporta il programma definitivo con le date delle varie fasi di sospensione delle varie aree dello stabilimento: “per completezza il programma di sintesi allegato alla presente include anche gli interventi la cui attuazione, secondo la tempistica di massima ivi indicata, è prevista dopo il 4 dicembre 2019, data entro cui sarà completata la retrocessione dei rami d’azienda, fermo restando che, a valle della restituzione degli impianti, ogni decisione circa la prosecuzione dell’allegato programma spetterà unicamente alle società concedenti. Il programma riporta le varie fasi della sospensione nonché informazioni riguardanti le attività che coinvolgeranno i principali impianti dell’area a caldo e le utilities di stabilimento”.

Ecco il programma completo indicato dall’Arcelor Mittal: “La fermata progressiva degli impianti di Taranto sarà realizzata secondo una sequenza temporale articolata tra dicembre e gennaio. A indicarlo è ArcelorMittal che, in allegato alla lettera ha comunicato la tabella di marcia. “1. Giorno 10/1119: Fermata linea E di agglomerato 2 (già eseguita); 2. Giorno 10/12/19: Fermata altoforno n.2 con colaggio salamandra: 3. Giorno 10/12/19 Fermata acciaieria n.1 con relativa colata continua n.1 (colata continua n.5 già ferma); 4. Giorno 18/12/19 Fermata altoforno n.4 con colaggio salamandra; 5 Giorno 18/12/19 Fermata di un convertitore dell’acciaieria n.2; 6 Giorno 3/01/20 Fermata linea D di agglomerato 2; 7 nel periodo compreso tra il 5 e il 15 gennaio 2020, in relazione anche alle condizioni meteo, verranno eseguiti i seguenti ulteriori interventi: Fermata batteria a coke n.7/8/11/12 con mantenimento a riscaldo delle batterie 7/8/12 con alimentazione a miscela di gas metano e azoto, mentre la batteria 11 verrà spenta; Fermata altoforno n. 1 con colaggio salamandra, Fermata totale dell’acciaieria 2 dopo aver portato a consumazione tutta la ghisa processabile. La fermata dei predetti impianti sarà eseguita seguendo le procedure già disponibili per l’espletamento di tali attività, ove necessario saranno elaborate nuove procedure e valutazioni specifiche dei rischi, compresi quelli relativi agli incidenti rilevanti e saranno osservati tutti gli obblighi di legge riscontrati come applicabili. E’ opportuno sottolineare che durante tali fasi non si possono escludere eventuali emissioni diffuse. Le accensioni delle torce di emergenza e l’aprtura dei bleeders degli altoforni saranno fasi normalmente previste nella gestione in sicurezza della fase di spegnimento”.