Cinquanta detenuti e due agenti penitenziari positivi nel carcere di Melfi dove, denunciano i sindacati di polizia penitenziaria, “è venuta a mancare la continuità assistenziale medica da parte dell’azienda sanitaria locale”.

Sono tre i detenuti ricoverati all’ospedale San Carlo di Potenza a causa dell’aggravarsi delle loro condizioni dopo la positività al covid. Ai due detenuti ricoverati nei giorni scorsi si è aggiunto venerdì sera un terzo, di origine pugliese.  Secondo la Uilpa, sindacato di polizia penitenziaria, ”il carcere di Melfi con i suoi 50 positivi tra la popolazione detenuta e due agenti di polizia penitenziaria positivi rientra tra i primi 10 istituti a livello nazionale con maggiori contagi da Covid-19. Il penitenziario – spiega la Uilpa – sta attraversando un momento delicato in quanto alcuni positivi iniziano ad accusare sintomi più gravi, nonostante tutto è venuta a mancare la continuità assistenziale medica da parte dell’azienda sanitaria locale”, dichiara il segretario regionale Donato Sabia.

Infermeria con poche risorse

‘L’ufficio infermiera del carcere – aggiunge – è in affanno, su cinque medici previsti e due jolly, lavorano oggi solamente due medici più uno in part-time, quindi la fascia antimeridiana è coperta solamente da infermieri, che non riescono nonostante il massimo impegno a soddisfare le esigenze sanitarie, soprattutto le richieste di aiuto che giungono dai ristretti in sofferenza respiratoria causa Covid”. Il sindacato, inoltre, lamenta ”difficoltà a reperire mezzi e risorse per affrontare questa emergenza, scarseggiano anche le bombole di ossigeno’‘ e ”iniziano a mancare i dpi individuali‘. La Uilpa, pertanto, auspica lo ”sfollamento di detenuti”.

Redazione