Il matrimonio tra Fca-Psa, l’attesa fusione tra il gruppo ex Fiat e i francesi di Peugeot-Citroen, finisce sotto la lente d’ingrandimento della Commissione Ue che ha aperto un’indagine approfondita in quanto preoccupata che la “transazione possa ridurre la concorrenza nel settore dei veicoli commerciali (van) sotto 3,5 tonnellate nello Spazio economico europeo, precisamente in 14 Stati membri della Ue e nel Regno Unito”.

Entrambe le società fanno sapere che continueranno a collaborare con la Commissione per fornire risposte e informazioni alla CE e alle altre autorità di regolamentazione coinvolte “sui significativi benefici derivanti della fusione proposta per i clienti, l’industria in Europa e ciascun gruppo”. Poi sottolineano che “i preparativi per la fusione procedono come da programma”: le autorità antitrust di diverse giurisdizioni hanno già dato la loro approvazione, tra cui Stati Uniti, Cina, Giappone e Russia. E, infine, ribadiscono “l’obiettivo condiviso di finalizzare l’operazione entro la fine del primo trimestre 2021”.

IL DRAMMA DEL SETTORE AUTO – Il Coranavirus falcidia ancora le vendite dell’auto a maggio in Europa. Un calo del 56,8%, rilevato dall’ Acea, l’associazione del costruttori europei. Il mercato europeo vede immatricolate 623.812 vetture rispetto a 1.444.173 dello stesso mese del 2019, includendo Ue, Gran Bretagna e Paesi Efta.

E’ Paolo Scudieri, presidente dell’Anfia, l’Associazione nazionale Filiera industria automobilistica, a fare notare la “brusca flessione” di maggio “nonostante il progressivo allentamento delle misure emergenziali di contenimento del Covid-19 e la riapertura dei concessionari in molti Paesi”, seppur inferiore rispetto alla gravissima contrazione di aprile, del 78,3%.

Ciascuno dei 27 Paesi europei ha chiuso nuovamente il mese scorso con un calo a doppia cifra. Tra i major market, registrano la contrazione peggiore Regno Unito (-89%) e Spagna (-72,7%), mentre le vendite sono diminuite di circa la metà, a livello tendenziale, in Francia (-50,3%), Italia (-49,6%) e Germania (-49,5%). Nei primi cinque mesi dell’anno il mercato ha subìto una perdita complessiva di quasi 3 milioni di auto.

E Scudieri mette il dito nella piaga, rimarcando che “mentre la Germania ha varato misure di sostegno, la Francia un vero e proprio piano di rilancio del settore automotive da 8 miliardi, come anche la Spagna, gli altri Paesi, tra cui l’Italia, tardano a intervenire in maniera simile”. Un ritardo che “si paga anche in termini di perdita di vantaggio competitivo, a maggior ragione visto che gli interventi non stanno seguendo un’unica regia a livello Ue, come sarebbe stato auspicabile”.

Da gennaio a maggio 2020, la domanda dell’Unione europea di nuove autovetture si è contratta del 41,5%, dopo tre mesi di declino senza precedenti in tutta l’area. Finora, quest’anno, le immatricolazioni di macchine sono diminuite del 54,2% in Spagna, del 50,4% in Italia e del 48,5% in Francia. La contrazione del mercato tedesco è stata leggermente meno grave – sottolinea Acea – con le registrazioni in calo del 35,0% nei primi cinque mesi del 2020.