Altro che rassicurazioni sul pagamento del gas russo in euro. A sorpresa il numero uno del Cremlino Vladimir Putin ha deciso di dare una decisa ‘spinta’ allo scontro in atto tra Russia ed Europa sul vitale gas proveniente da Mosca, firmando il decreto presidenziale sulle regole del commercio di gas naturale russo con i cosiddetti “Paesi ostili” per il pagamento in rubli.

Le nuove regole entreranno in vigore già da domani, primo aprile, come spiegato dallo stesso Putin. Le aziende occidentali dovranno dunque aprire un conto in valuta locale presso la banca russa Gazprombank, controllata dallo Stato, per poter acquistare il gas. In realtà il decreto prevede che anche i “Paesi ostili” potranno continuare a pagare il gas naturale in valuta straniera, ma tramite il conto aperto con Gazprombank che poi convertirà il denaro in rubli.

Il presidente russo che ha così fatto marcia indietro rispetto alle presunte “garanzie” citate ieri da Germania e Italia sulla possibilità di acquisti europei in euro. Secondo la Tass, l’agenzia stampa russa, Putin ha sottolineato che il pagamento del gas in rubli “è un passo verso la sovranità finanziaria della Russia”.

Lo Zar non ha mancato di accusare gli Stati Uniti e il ruolo dell’amministrazione Biden nello scontro in atto sul gas: “Gli Usa cercano di risolvere i propri problemi a scapito altrui. I loro errori in campo economico cercano di scaricarli su di noi. Cercano di spingere l’Europa ad acquistare il gas americano, che è più caro“, rispetto a quello russo, ha detto Putin.

Nessuno ci vende nulla gratis e neanche noi facciamo beneficenza“, ha aggiunto ancora il presidente russo. “Se tali pagamenti non verranno corrisposti lo considereremo un default da parte degli acquirenti, con tutte le relative conseguenze: i contratti esistenti verranno annullati“, è stato dunque l’ultimatum del numero uno del Cremlino.

Un decreto che però, spiega l’Ansa, prevede la possibilità che alcuni pagamenti non siano effettuati nella valuta di Mosca. I casi in cui sarà autorizzato il pagamento non in rubli – riferisce la Tass – saranno individuati dalla commissione governativa che vigila sugli investimenti stranieri. Putin ha dato quindi istruzioni per approvare la procedura di autorizzazione di tali permessi entro dieci giorni.

Posizioni che porterà ovviamente allo scontro con Unione Europea e G7, che hanno già ribadito di non aver alcuna intenzione di soddisfare le richieste del Cremlino. Un concetto che hanno ribadito oggi Francia e Germania, pronte alla possibilità di bloccare l’import di gas: “Dobbiamo prendere in considerazione tutti gli scenari, dobbiamo prepararci perché domani potrebbe non esserci più il gas russo“, ha detto il ministro francese Bruno Le Maire in conferenza stampa con l’omologo tedesco Robert Habeck.

Non dobbiamo dare messaggio che ci lasciamo ricattare da Putin“, ha detto quest’ultimo, “i contratti devono essere rispettati“, ha aggiunto. “Non accetteremo in alcun modo di pagare il gas in altre divise rispetto a quelle sancite dai contratti“, ha ribadito ancora Le Maire.

E non è un caso se, dopo le parole di Putin sul decreto per il pagamento delle forniture in rubli, il prezzo del gas sia repentinamente salito. Alla Borsa di Amsterdam il prezzo del gas è arrivato a toccare un top intraday oltre i 127 euro a Mwh, per poi ripiegare in area 121 euro, e dopo aver aperto oggi a 110 euro.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia